Nella scala della considerazione istituzionale, la ciclabile tocca il fondo

Dimenticato nonostante le promesse, il tracciato in Valle Olona soccombe a incuria e vegetazione

Settembre è già iniziato da un pezzo e per molti questo significa aver ormai ripreso a pieno ritmo la routine lavorativa. Con l’apertura delle scuole, ognuno sembra quindi tornato alle proprie responsabilità. Chi invece manifesta tutta l’intenzione di restare in vacanza è il buon senso lungo la Pista ciclopedonale della Valle Olona. A dispetto delle promesse e delle buone intenzioni, sui venti chilometri tra Castellanza e Castiglione Olona l’abbandono regna ormai incontrastato. La vegetazione, per buona parte composta da ortiche e ambrosia, ha invaso praticamente tutta la sede stradale, in numerosi tratti costringendo a un demoralizzante senso unico alternato. I chilometri di staccionata erosa dalle intemperie o del tutto caduta si notano meno solo perchè in parte nascosti proprio da arbusti e cespugli.

La politica si rimangia gli impegni

Tutto questo nonostante l’impegno ufficiale preso a luglio dalla Provincia di Varese di intervenire esattamente in questi giorni. Un intervento del quale neppure si vedono le tracce e destinato a durare diverse settimane, quindi ormai molto probabilmente non rispettato. Tutto questo, nella massima indifferenza dei rispettivi Comuni.

Anche dove esistono le competenze (come precisato a suo tempo proprio da un Sindaco, la responsabilità di Ufficiale Sanitario in occasioni del genere offre margini di manovra), si preferisce stare a guardare.

Alle spalle prima di tutto con ottima probabilità ragioni politiche. A breve si andrà infatti al voto per rinnovare il Consiglio Provinciale. Le piste ciclabili del varesotto sono state l’emblema delle Giunte leghiste guidate da Marco Reguzzoni e Dario Galli. Quest’ultimo è stato eletto nemico giurato dall’attuale Presidente legato alla sinistra Gunnar Vincenzi. Resta solo da sperare in una conclusione troppo scontata per essere vera.

D’altra parte, la gestione dell’infrastruttura sembra più preoccupare e non attirare i possibili rivali nella successione. Al momento, nessun Sindaco della Valle Olona ha osato interessarsi della pessima cartolina offerta dal territorio. Per chi frequenta il tracciato regolarmente, non è quindi azzardato coltivare serie preoccupazioni per un futuro segnato da un abbandono definitivo. Con buona pace anche delle dichiarazioni di volerla prolungare fino al confine ticinese.

Nel frattempo, la natura prosegue inevitabilmente il proprio corso e gli investimenti degli ultimi anni (sinonimo di soldi pubblici) stanno avvicinandosi pericolosamente al punto di non ritorno, quello dello spreco e dei rimpianti.

La natura si rimangia la ciclabile

Uno dei segnali più evidenti, la zona umida in zona Castelseprio, oggetto di lavori non più di un anno fa o poco più. Senza tanti giri di parole, oggi la struttura di visita e osservazione non ha niente da invidiare ai ruderi del vicino complesso degli scavi archeologici. Certamente però, perfettamente integrato nella natura circostante come chiaramente visibile nelle immagini.

Anche proseguendo verso sud, la situazione non migliora. In zona Lonate Ceppino la natura sta costruendo vere e proprie gallerie. Per chi si muove in bicicletta, un ottima occasione per sperimentare l’utilità di un casco contro i rami ad altezza uomo.

Il meglio di questa zona si raggiunge però ancora un po’ più a valle. Proprio nei giorni in cui la Ferrovia della Valmorea torna, almeno a parole, a essere un patrimonio da recuperare, uno dei suoi principali simboli esprime meglio di ogni parola la situazione reale. La piattaforma girevole per i vagoni è letteralmente sommersa dalla vegetazione. La natura previdente si è preoccupata di far sì che si trattasse soprattutto di ortiche, evitando così pericolosi avvicinamenti ignari alla buca sottostante.

Il tutto, mentre a pochi metri di distanza si svolge un interessante esperimento di decomposizione. Un cestino dimenticato da mesi è letteralmente ricoperto da sacchetti e rifiuti diligentemente posati sopra e in parte fuoriusciti. All’interno, la solidità del sacchetto è messa alla prova da piogge cadute negli ultimi mesi e tutte raccolte su un fondo ormai prossimo a toccare terra. Esattamente come la considerazione per la Pista Ciclopedonale della Valle Olona.

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