Troppe incognite anche in Valle Olona, per una Regione alle prese con il dopo Maroni

Da Pedemontana all’Olona passando dal cicloturismo, tante questioni incerte nella successione

Arrivata quasi all’improvviso, la rinuncia di Roberto Maroni a candidarsi per la riconferma a Presidente di Regione Lombardia ha inevitabili ripercussioni importanti anche sulla Valle Olona. Non tanto come luogo di origine del Presidente uscente, quanto per alcuni progetti dei quali la Regione negli ultimi anni si è fatta dichiaratamente garante.

Prima di tutto Pedemontana. Fiore all’occhiello, cavallo di battaglia o simbolo del fallimento a seconda dei punti di vista (troppo spesso solo politici e particolarmente strumentali), di fatto resta un’opera partita con grandissime ambizioni e bloccata nel mezzo del cammino. Scaduto senza segnali di vita il termine del 31 dicembre scorso di rendere gratuite le tangenziali di Varese e Como, anche della più volte annunciata riapertura dei cantieri per arrivare a Dalmine non c’è alcuna traccia. Se si aggiunge la curiosa abilità del gestore dell’autostrada nel scoraggiarne il più possibile l’utilizzo, i dubbi sulla bontà del progetto dal punto di vista imprenditoriale sono più che leciti.

Meno leciti appaiono invece alcune reazioni alla notizia. Nonostante l’esplicita richiesta di Maroni nell’ottenere rispetto per una decisione definita personale, i principali avversari politici non hanno perso tempo nello speculare sulla situazione. Le dichiarazioni scontate e prevedibili di PD e M5S non sono infatti neppure degne di attenzione, almeno da queste parti. In pratica, quanto basta per giocarsi in pochi minuti il vantaggio elettorale ricevuto inaspettatamente.

Mentre Maroni di fatto può trincerarsi dietro la mancanza di tempo per mettere in pratica i buoni propositi, a partire dalle conseguenze del referendum sull’autonomia, la realtà si presenta ora particolarmente incerta. Visto cosa sta succedendo in Provincia, c’è da restare preoccupati di fronte alla prospettiva di un cambio di rotta politica. D’altra parte, anche davanti a una potenziale resa dei conti e caccia al primato nell’attuale maggioranza, c’è poco da restare tranquilli.

In ogni caso, aumentano le preoccupazioni per una delle principali questioni legate alla Valle Olona, e non solo. Dopo anni di chiacchiere, lungo l’Olona di passi avanti se ne sono fatti ben pochi. La qualità delle acque resta la stessa, gli scarichi abusivi continuano indisturbati, i progetti per i depuratori restano tali. Soprattutto, i soldi ci sarebbero, ma tutti si guardano bene dall’andare a chiederli a chi li ha impunemente trattenuti. Una vicenda dove i Comuni di ogni orientamento politico hanno trovato un insolito accordo nel non ammettere colpe e soprattutto dover rimediare, dove la Provincia sembra sia indecisa tra il non sapersi muovere e il non volerlo fare. Dove anche la Regione più volte chiamata in causa, ha risposto solo a parole, sfociando lo scorso novembre nell’ultimo di una serie di incontri, passati dal locale al regionale e al tempo stesso da occasioni di incontro con la popolazione a eventi di propaganda.

Inutile a questo punto pensare di poter guardare oltre, a lungo termine. Questioni potenzialmente cruciali come lo sviluppo del turismo e del cicloturismo in particolare (un affare da centinaia di migliaia di euro all’anno), una strategia condivisa intorno a Malpensa e al trasporto più in generale, appaiono ancora una volta destinate a restare promesse elettorali. Lasciate nelle mani pur sapienti delle iniziative legate alla Camera di Commercio, senza un adeguato sostegno politico fondamentale per infrastrutture, sicurezza e organizzazione, non potranno risultare competitive. Per avere un’idea, basta percorrere alcuni chilometri della pista ciclopedonale in Valle Olona, dove regna il totale abbandono e tutti scaricano le responsabilità di fronte a poche migliaia di euro. Più ancora di uno spreco di soldi, una dichiarazione di inadeguatezza.

 

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

Pubblicato il: 9 gennaio 2018

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