Conferme e ribaltoni, dalla miscela elettorale può uscire nuova energia

Lasciato tutto il tempo necessario a smaltire festeggiamenti e sbollire sconfitte, si può azzardare un bilancio sulle ultime elezioni comunali in Valle Olona. Anche perché, in effetti qualcosa di interessane è successo.

Pur con tutta la prudenza del caso, sembra tornare maggiore attenzione alle persone rispetto ai partiti. Valutando meglio l’operato degli ultimi anni, invece di affidarsi solo al messaggio strillato più forte.

Il segnale emerge anche dalla varietà dei risultati. Mentre infatti nella stessa giornata dalle urne europee è uscita una provincia bruscamente schierata in un’unica direzione, il panorama locale è decisamente più articolato. Quindi, viene da presumere, anche più ponderato.

Pochi ma buoni

Uno degli aspetti più interessanti è infatti la conferma di praticamente tutti i Comuni controcorrente. Cioè, dove sono stati riconfermati candidati in qualche modo riconducibili alle aree vicine al centrosinistra. La ormai storica roccaforte di Gorla Minore si può considerare affiancata da Lozza e da Vedano Olona, tornata dopo qualche tempo a confermare la propria scelta.

Senza entrare nel merito dei rispettivi operati, giudicabili prima di tutto dai residenti e quindi da rispettare in base al voto, c’è un aspetto interessante da sottolineare in ottica di territorio. Oltre alle idee, Vittorio Landoni, Giuseppe Licata e Cristiano Citterio hanno in comune l’apertura al dialogo, in ogni momento e soprattutto in ogni canale.

Osare sui social con prudenza premia

Dove altri rifiutano apertamente, non senza una certa supponenza, di incontrare persone e discutere problemi al di fuori della sede istituzionale, questi tre non si tirano indietro di fronte a un post polemico su Facebook, restano presenti e controllati anche di fronte a polemiche e provocazioni. Soprattutto, non si nascondono. Una buona dimostrazione di come si possa trasformare uno strumento popolare in servizio.

Poco da aggiungere, a quanto già ribadito dagli elettori dove i Sindaci, o gli schieramenti sono stati confermati. Nonostante tutto, Castiglione Olona dimostra di continuare ad apprezzare l’operato di Emanuele Poretti e con confermare la fiducia nel successore Giancarlo Frigeri.

Discorso analogo a Olgiate Olona dove Giovanni Montano non è mai realmente apparso in discussione. Ancora meno a Lonate Ceppino, dove con Emanuela Lazzati la Lega ha raggiunto la quota record di 77,87%.

Cambiamenti a tutto campo

Da qui in avanti, una serie di cambiamenti di varia natura, possibile indicatore della possibilità di ritrovare fermento in un territorio da troppo tempo quasi in letargo. Dal ribaltamento della piccola Gornate Olona grazie a Paolino Fedre, a Silvano Martelozzo salito al vertice di Castelseprio dopo un periodo segnato da un’effervescenza istituzione a volte fin troppo sopra le righe.

Restano gli ultimi tre Comuni, tutti interessanti per motivi diversi. Fagnano Olona registra l’ennesima inversione di tendenza, questa volta a favore di Lega e alleati. Grazie però a Elena Catelli la vera notizia è la prima donna a guidare il paese.

Ribaltone anche a Solbiate Olona, dove l’esuberanza a volte impertinente di Luigi Melis non ha sortito l’effetto desiderato. Il successore designato Samantha Caprioli si è trovata totalmente in disparte durante la campagna, favorendo così la più controllata alleanza trasversale guidata da Roberto Saporiti.

Infine, il passaggio di consegne più prevedibile. Qualche pasticcio di troppo, posizioni contrastanti, opinioni vacillanti e qualche confusione sui ruoli istituzionali sono costati alla Lega la sconfitta dopo diversi mandati in favore di Elisabetta Galli.

Il risveglio non può attendere

Nel complesso quindi, un discreto rimescolamento di carte. A prima vista, sembra guadagnarci una visione più aperta, alla ricerca di interessi condivisi più facili da raggiungere invece di ostinarsi a correre da soli.

Se inoltre si considera come ora i decani dei Sindaci siano figure sotto questo punto di vita realistiche del calibro di Paolo Mazzucchelli e Pietro Zappamiglio, le speranze di vedere rimessa in moto la Valle Olona non sono un azzardo.

Dalla una progettazione più coordinata di infrastrutture e collegamenti, a una distribuzione più realistica dei servizi, fino al recupero del territorio e a una valorizzazione a lungo termine, le sfide non mancano.

Tradurle in successi partendo prima di tutto dal recuperare la faccia sulla questione Olona, sulla sicurezza o sulla credibilità istituzionale è soprattutto questione di volere.

Subito dopo, dedicarsi senza più esitare alla qualità della vita, vale a dire Ferrovia della Valmorea, piste ciclabili e sentieristica, Ecomuseo, Distretti del commercio, PLIS e ogni altra progetto possa rinfrescare l’immagine di una Valle Olona assonnata.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.