La ripresa può attendere, l’impresa locale segna il passo

Anche di fronte alla piccola perdita in termini di imprese attive, la presenza attiva sul mercato inernazionale aiuta a superare le preoccupazioni

Anche l’economia varesina non sfugge al pericoloso dietro front con il quale si trova improvvisamene a doversi confrontare l’intera nazione. Prima ancora dei dati finanziari, un piccolo campanello di allarme arriva infatti dall’anagrafica.

A fine 2018 sono 60.800 le imprese attive in provincia di Varese, -1,2% rispetto alle 61.534 del 2017. «Nonostante le difficoltà del fare impresa oggi in Italia, questi numeri confermano la sostanziale tenuta del  Sistema Varese– sottolinea Fabio Lunghi , Presidente della Camera di Commercio–. Abbiamo quasi 52 imprese attive per chilometro quadrato, con punte di 100 nella parte a Sud della nostra provincia».

 Soprattutto, vien posto l’accento su eccellenze riconosciute a livello internazionale, capaci di coniugare innovazione e capacità operativa sui mercati di tutto il mondo, con una quota di fatturato generato dall’export superiore al 40%.

L’analisi dell’Ufficio Studi e Statistiche della Camera di Commercio sulla base dei dati Registro Imprese, evidenza la flessione concentrata  a fine anno, in corrispondenza con le difficoltà evidenziate dall’economia internazionale. Una situazione dovuta anche a ragioni di carattere amministrativo: in particolare, tra novembre e dicembre sono state cancellate d’ufficio quelle attività che secondo parametri ben precisi – fissati dalla legge – sono in una situazione di non operatività da lungo tempo, ma che ancora risultavano iscritte ai registri camerali.

Nel 2018, a fronte di 3.889 nuove realtà imprenditoriali, sono state 3.920 le cessazioni. Si evidenzia, quindi, un saldo negativo di 31 imprese (-0,04%). Un saldo che differisce da quello complessivo in quanto qui incidono le imprese trasferite e quelle in attesa di completare procedure amministrative (le cosiddette sospese).

Arrivando ai singoli ambiti, si registra ancora una contrazione del tessuto imprenditoriale nell’area manifatturiera (-1,82%) anche se in rallentamento rispetto allo scorso anno, quando la variazione negativa era stata del -2,37%. Nelle costruzioni, invece, il decremento (-2,46%) è stato notevole rispetto al -1,10% del 2017. Appena sopra lo zero, poi, i servizi con un +0,02% e sempre negativi purtroppo il commercio (-1,80%) e la stessa agricoltura (-1,56%), pur su un numero complessivo di imprese limitato, pari a 1.702. Sempre in difficoltà, anche l’artigianato con 21.042 imprese a fine anno (-2,22%).

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