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Si è cercato di superare l’idea di Palio come competizione tra quartieri e come sfida competitiva vedendo nel Palio un’occasione per unire e non per dividere la città. Palio come punto di contatto delle diverse realtà associative locali nel desiderio di regalare un evento di massa. Con la speranza che diventi in futuro un evento tradizionale. Per questo, i bambini, veri protagonisti suddivisi in otto contrade, giocheranno in modo non agonistico.
Sarà anche l’occasione per divulgare un periodo storico di un passato, che scompare sempre più, incalzato dalla dimensione tecnologica e globale nella quale siamo immersi.

L’altro protagonista è il Rinascimento, che dalla metà del XIV secolo raggiunge il suo splendore nel XVI. In Milano e Lombardia è fautore di quella cultura, matrice della civiltà europea moderna, ricordando l’eredità che il genio di Leonardo ha lasciato in Milano ed a quella del Bramante, nella vicina San Magno di Legnano.

La storia
Le notizie storiche dell’epoca contemplata sono state tratte dal volume “Momenti di vita castellanzese nella storia lombarda” edito dall’Amministrazione Comunale nel 1975 di Anna Colombo Candiani (Castellanza aveva ottenuto titolo di città nel 1974).
Si legge: “con le invasioni, molte comunità si ritirarono in luoghi più sicuri...i castelli vi sorsero numerosi...”. Lo storico Pio Bondioli precisa: “passarono da Castegnate - e da Castellanza - i fanti svizzeri di Matteo Schiner, armati di picche; i francesi di Luigi XII e di Francesco I; le soldatesche di Giovanni dalle Bande Nere..., a cui seguirono gli spagnoli”. Possiamo immaginarne i saccheggi per il rifornimento di viveri.
“In quei giorni sorge all’incrocio della strade che da Milano portano alla Valle Olona la fortificazione che ancor oggi conserva il nome originario di Castellanza”.

La scelta del nome del Palio
“Il toponimo Castellanza richiama non solo il posto più alto dove sorgeva un maniero, ma soprattutto il complesso delle prestazioni che i sudditi erano tenuti a fare castello le biade e le vettovaglie del Dominus; portarvi le pietre, la sabbia e la calce per i lavori di rafforzamento, ampliamento e restauro del fortilizio;...in caso di necessità contribuire la difesa. Tutto questo chiamasi Castellantia” (Pio Bondioli da “Castegnate sull’Olona” Milano 1938 pag.23).

Le Chiese e il nome delle Contrade
E’ il 1565. A Milano giunge Carlo Borromeo creato Vescovo e Cardinale dal Papa Pio IV, zio materno. Sua prima preoccupazione è quella di ripristinare l’ordine, la disciplina e il buon costume tra il clero... Numerose le sue visite pastorali, ampiamente documentate.

“nell’inverno del 1582 l’Arcivescovo dopo Olgiate e Busto, visita le altre dodici parrocchie della pieve di Olgiate, tra le quali, per ultima, San Giulio di Castellanza” (E. Cazzani “Storia di Olgiate”). “Agli anni dell’episcopato milanese di S. Carlo, se non proprio all’epoca della visita pastorale, risalgono le Delineationes o disegni della chiese parrocchiali e campestri esistenti nella pieve, raccolte in volume presso l’Archivio Arcivescovile di Milano”. In Castellanza esistono: S. Giulio S. Simeone S. Stefano – campestre S. Giorgio – campestre S. Bernardo

Manca però il disegno della chiesa di S. Giovanni Evangelista che nel 1603 è definita diroccata e, forse sconsacrata (cfr A. Candiani.. pag.226) Nel nostro lavoro è parso doveroso contemplare anche la cappella di S. Carlo del palazzo Borromeo (esistente in via Cardinal Ferrari, mentre la cappella da poco restaurata si affaccia sulla salita di S. Carlo).
E infine la cappella votiva di S. Liberata, da circa il 1630 là sul terrapieno tra la via dedicata alla Santa e la via Gabrio Piola già via Marnate. Importante quindi la presenza affianca quella dei mulini. Ma questa è un’altra storia ben documentata e conservata nell’Archivio di Sato di Milano – fondo acque. Precisiamo che nei documenti esaminati il toponimo Castellanza non compare prima della seconda metà del XIV secolo. Si nota che esso è sempre preceduto dall’articolo determinativo e che assume diverse grafie anche all’interno dello stesso documento: la Castellanza, la Castelanzia, la Castellantia, la Castelantia, e infine la Chastelancia. (Castellanza nei secoli attraverso l’archeologia e la ricerca storica – Comune di Castellanza).

Per l’etimologia di Castellanza:
Dario Olivieri nel suo “Dizionario di toponomastica lombarda” (Milano 1931 pag.173) scrive: “Castellanza è la voce Castellanza=abitazione dei castellani...”.
Per il Bognetti la Castellantia consisteva in un diritto di castellani a incastellare certi prodotti

 

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