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Castellanza
Artisti non solo nello studio, alla LIUC studiare è garanzia di futuro
L'Università di Castellanza superata solo dalla Boconi nella graduatoria delle prestazioni didattiche

29 Agosto 2017 - E' un secondo posto con un sapore di grande vittoria, l'ultimo risultato della LIUC. Nell'analisi l'Infodata del Lunedì de Il Sole24Ore, l'Università di Castellanza risulta superata solo da una corazzata come la Bocconi di Milano nella classifica con gli indici di performance delle università italiane in base al numero di laureati nel 2016 e al numero degli iscritti all'anno accademico 2015/2016. In pratica, Bocconi (34,9%) e LIUC (31,7 %) sono i due atenei italiani dove ci si laurea di più. Dopo Bocconi (34,9%), ben più alta della media nazionale del 18,6%.

A livello generale, fanno breccia economisti e ingegneri che, nel 2016 erano il 30% dei laureati italiani, quasi uno studente su tre, sempre secondo la mappa rielaborata da Il Sole. Così la LIUC si attesta tra le prime università, secondo l'Ateneo, capaci di generare valore grazie su corsi di laurea vivaci che piacciono agli studenti e consentono di trovare un'occupazione.

Lo testimoniano i dati del Career Service della LIUC. Uno su tutti, il tempo di attesa per l'inizio dell'attività lavorativa, pari a tre mesi dal conseguimento della laurea. A distinguere un ateneo di piccole dimensioni come la LIUC, viene sottolineato prima di tutto l'impostazione della didattica, mirata a un rapporto positivo tra iscritti e laureati. Dai tutor d'aula (studenti e dottorandi) alle modalità d'esame con un equilibrio tra scritti e orali, dalla distribuzione degli appelli alla possibilità per i docenti di seguire, quasi individualmente, gli studenti proprio grazie al numero contenuto degli iscritti.

"I principali insegnamenti del primo e del secondo anno sono distribuiti lungo tutto l'anno e non concentrati in un semestre, con prove intermedie nei periodi di sospensione delle lezioni - sottolinea il professor Carlo Noè, Direttore della Scuola di Ingegneria Industriale - . Ciò permette di stare più facilmente al passo e di assimilare meglio i contenuti, riducendo di conseguenza il tasso di abbandoni".

A Castellanza però, non si pensa solo allo studio. Al ritorno dalle vacanze, tanti alunni troveranno una interessante novità. Una vera e propria opera d'arte realizzata sfruttando rifiuti industriali metallici, stoffe, materiali di recupero in genere e tantissimo colore. Realizzata su una parete esterna della LIUC nella piazza dei Gelsi, è una creazione del personale e dei docenti, impegnati in un momento di team building e invitati a ragionare su alcune parole chiave per l'Università, tra cui ricerca, corsi di laurea, didattica, career service, business school. L'idea era quella di rappresentare, ispirandosi alla "recycled art", il senso della trasformazione che fa parte del DNA della LIUC, a partire dalla conversione del Cotonificio Cantoni in luogo dedicato alla formazione universitaria in continuo divenire.

 

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