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Minaccia o ritorno alla natura, il cinghiale diventa protagonista
Mentre Coldiretti chiede una legge regionale per controllarne la diffusione, il Parco Pineta sceglie la strada della gestione

22 Giugno 2017 - Negli ultimi tredici anni, i danni causati in Lombardia dalla fauna selvatica, cinghiali compresi, alle coltivazioni e alle auto hanno superato i 17 milioni di euro, con una media di 15 incidenti stradali al mese. “La situazione non è affatto semplice e questo non solo nella nostra regione, ma in tutta l’Italia - lamenta Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia –. Solo nel 2015 ci sono stati 18 morti e 145 feriti a causa delle fauna selvatica oltre a 100 milioni di euro di danni.

Parte quindi la richiesta di misure efficaci per l’abbattimento dei cinghiali la cui carne, dopo le opportune verifiche igienico sanitarie, potrebbe essere destinata al consumo privato o a enti che operano nel sociale. "Su invito di Coldiretti verrà presto messa in discussione dal Consiglio regionale della Lombardia una proposta di legge - rilancia Prandini -, per adottare misure atte a contrastare la proliferazione dei cinghiali nei nostri territori. A questo punto diventa sempre più urgente velocizzare il percorso legislativo”. 

Intanto, c'è già chi ha iniziato a muoversi in questa direzione, nella tutela degli stessi animali. E’ stato infatti approvato nei giorni scorsi dal Consiglio di Gestione del Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate, il Piano di Gestione dei cinghiali. Il documento seguirà ora l' iter approvativo presso l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) a cui spetta il compito di esprimere il parere sul Piano stesso che, se tutto procederà per il meglio, entrerà nella sua fase attuativa nel prossimo autunno.

Alla base della situazione, la natura che sta riannodando alcuni dei fili ecologici che sono tipici degli ecosistemi del nostro territorio. La presenza di aree tutelate come i Parchi, permette infatti l’arrivo di specie animali preziose, come cervi e caprioli, e non solo. Tali presenze sono frutto di colonizzazioni spontanee e non di progetti di reintroduzione. I primi esemplari osservati sono appunto soprattutto giovani maschi o subadulti, più soggetti ai fenomeni di dispersione.

Da alcuni anni nel Parco Pineta è stato rilevato l’arrivo, e il successivo incremento numerico, di cervi e caprioli. La ricucitura degli ecosistemi, con conseguente creazione di corridoi ecologici, ha condotto sino al territorio del Parco, come osservato nell’ultimo periodo, anche animali come il cinghiale, una specie invadente che porta con sè numerose problematiche sia ecologiche (distruzione di habitat,…) sia sociali (impatto sull’agricoltura, incidenti,…).

Grazie anche alle segnalazioni di molti cittadini, il Parco, con la collaborazione di un tecnico esperto in materia, ha condotto la prima delle fasi fondamentali per giungere alla messa in atto di un piano di gestione, ovvero un monitoraggio preliminare mirato proprio alla valutazione dello status della popolazione di cinghiale nell’Area Protetta. L’azione sul campo è sfociata nella redazione del Piano di Gestione approvato nei giorni scorsi dal Consiglio di Gestione dell’ente, il quale è stato successivamente inoltrato all’ISPRA, istituto competente in materia.

"Viviamo in un periodo in cui è quotidiano il sentore di un desiderio diffuso di natura, di ritorno a un contatto genuino con l’ecosistema - spiega Mario Clerici, Presidente del Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate -. La Natura ha sempre dimostrato, quando adeguatamente rispettata e tutelata, di essere in grado di riprendere i propri spazi, inseguendo quell’equilibrio messo a repentaglio dalle azioni perpetuate dall’uomo che hanno portato a una forte frammentazione del territorio. Tutto ciò porta con sé i vantaggi di poter fruire di un polmone verde sulla soglia delle nostre case, ma anche doveri di gestione che devono essere assolti quando si presentano situazioni di complessa convivenza tra uomo e natura".

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