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Castellanza
Il diritto di parlarne, vale tanto quanto il dovere dell'accoglienza
Prima di ospitare i rifugiati in città, si chiede di conoscere il loro destino in un Consiglio comunale aperto

20 Giugno 2017 - Il Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) fonda le radici nell'art. 10 della Costituzione Italiana: "L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici."

L'adesione al Sistema da parte dell'Amministrazione del Comune di Castellanza necessita di un progetto condiviso con la collettività e soprattutto un percorso di integrazione. Questo però non può e non deve essere solo sociale e assistenziale. I Richiedenti Asilo non necessitano di mero assistenzialismo con costi a carico della collettività, già economicamente provata. Necessiteranno di integrazione economica, perché solo con un percorso che porti alla loro "autonomia finanziaria" essi potranno dirsi "liberi". Solo la libertà economica concede libertà di scelta ed autonomia personale. L'assistenzialismo, l'assistenza ed il buonismo generano frustrazioni e senso di ribellione contro un sistema che può solo erogare risorse scarse e insufficienti.

La società civile se aderisce allo SPRAR si pone come obiettivo la liberazione dei richiedenti asilo dalla loro posizione di "schiavitù" economica oltre che sociale in cui versano.

Ciò che lascia perplessi è come le preoccupazioni ascoltate riguardino gli appartamenti da destinare all'accoglienza. Inoltre si sostiene il favore allo SPRAR con l'interesse per le Risorse Economiche del Ministero degli Interni ai Comuni aderenti, da destinare a servizi che possono essere fruiti da tutti i cittadini.

L'interesse quindi gira solo intorno alle risorse economiche sulla pelle dei Richiedenti Asilo?
Non ho ascoltato nessuna proposta relativa alle attività da fare svolgere quotidianamente ad essi, che vadano oltre l'assistenza.

A quali lavori saranno destinati per riempire di utilità la loro giornata? come saranno retribuiti per il lavoro prestato? Chi saranno i datori di lavoro?

Con riferimento alle abitazioni a disposizione la domanda fatidica è: per quanto tempo saranno ospitati gratuitamente? Con atteggiamento positivo è infatti chiaro che gli appartamenti sono una risorsa scarsa, che dovranno essere utilizzati a rotazione. Quindi dovranno essere periodicamente liberati per consentirne l'utilizzo a diversi gruppi in tempi successivi. Ma affinchè gli appartamenti possano essere liberati per accogliere nuovi profughi, è necessario che i vecchi profughi siano liberi economicamente di cercare abitazioni sul libero mercato.

Ho assoluto timore infatti di ragazzi pieni di energia lasciati a oziare tutto il giorno, in attesa dell'assistenza di un pasto quotidiano, senza una prospettiva di autonomia. Esempi di sacche di assistenzialismo che generano criminalità sono infatti innumerevoli.

L'Amministrazione Cerini che ha deciso l'inizio di questo percorso impegnativo, penso abbia predisposto un progetto che dia risposte a queste mie domande e preoccupazioni legittime. Ritengo che un Consiglio Comunale aperto, di cui è già stata richiesta la convocazione, sia il luogo istituzionale consono per la discussione.

 

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