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La forza del miele varesino addolcisce anche una primavera difficile
Importante il contributo locale alla crescita nella produzione lombarda, anche se preoccupa il gelo primaverile

1 Giugno 2017 - Se in generale le api non se la passano tanto bene, per il momento Varese riesce comunque a difendere​ uno dei propri patrimoni più importanti in tema di prodotti locali. Sono infatti 748 le imprese lombarde attive nella produzione di miele, con una crescita dell'8% in un anno, e del 25% in cinque anni. Un dato pronto ad acquistare ancora più valore se rapportato al 14% su un totale italiano di 5.389.

Un andamento dove anche la nostra provincia garantisce un contributo importante. Subito dietro Brescia con 113 imprese (+6% in un anno) e Bergamo (105, +13%), si colloca infatti Varese (95 imprese, +3%). “In Italia abbiamo più di un milione e 300mila alveari per un giro d'affari stimato di 70 milioni di euro - spiega Ettore Prandini, Presidente di  Coldiretti Lombardia e vice Presidente nazionale di Coldiretti -. La produzione media per alveare, nelle aziende apistiche professionali è di circa 33,5 chili, mentre la media nazionale generale si aggira intorno ai 17,5 chili per alveare".

Quest’anno però la primavera fredda ha già messo in discussione la produzione di miele di acacia, con cali anche dell’80% in Oltrepò Pavese. "La Lombardia conta oltre tremila appassionati, fra professionisti e hobbisti e circa 155.000 alveari per una produzione di 1.700 tonnellate di miele, propoli, cera e tutti i derivati del miele e dell’alveare – continua Prandini -. Il 23,6% dei piccoli apicoltori conferisce in cooperativa, il 22% vende direttamente ai consumatori al dettaglio e il 20,8% ai grossisti, mentre il resto finisce nella rete dei piccoli negozi specializzati".

Quella del miele è un’attività storica in Lombardia, considerato come proprio a Milano nel 1871 si tenne il primo congresso degli apicoltori italiani. Il miele prodotto sul territorio nazionale, dove non sono ammesse coltivazioni Ogm, è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell'Unione Europea, l'etichetta deve riportare l'indicazione "miscela di mieli originari della UE", se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta "miscela di mieli non originari della UE", mentre se si tratta di un mix va scritto "miscela di mieli originari e non originari della UE".

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