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Castellanza
Dietro una laurea alla LIUC c'è un gran lavoro, durante gli studi e soprattutto dopo
Confortata dai dati sulla capacità professionali dopo la laurea, l'Università Cattaneo resta sempre attenta ad ascoltare e rinnovarsi

29 Maggio 2017 - Guardare a una laurea prima di tutto come un costo può essere vero solo se non si riesce a trasformare la spesa in investimento. Un passaggio frutto prima di tutto della buona volontà dello studente, ma inevitabilmente legato anche ad altri fattori. Una sfida con una probabilità di successo direttamente proporzionale anche alla capacità di trovare la giusta compagnia di viaggio.

Questo è il ruolo al quale si candida la LIUC di fronte ai propri studenti. “Laurearsi è importante e per un’Università è aperta la sfida di saper offrire un’offerta didattica di valore - afferma Federico Visconti, Rettore della LIUC – Università Cattaneo, alzando sempre di più l’asticella del valore proposto". Un ruolo confermato dall’ultimo Rapporto sulla Condizione Occupazionale dei laureati italiani a cura del Consorzio Interuniversitario Almalaurea.

Pur al netto della crisi, la laurea resta un buon lasciapassare per il mondo del lavoro. Parlano chiaro al riguardo soprattutto i dati sull’occupazione un anno dopo una laurea magistrale. Alla LIUC la percentuale di inseriti nel mondo del lavoro è dell’89% a fronte del 71% della media nazionale. A 5 anni la percentuale sale al 94% contro un dato nazionale che si ferma all’84%. Si conferma positivo anche il tempo per l’inizio dell’attività lavorativa con circa 3 mesi di attesa (periodo sempre inferiore alla media del collettivo Almalaurea). 

Non mancano le buone notizie anche sul fronte retribuzione, con i laureati LIUC che raggiungono uno stipendio pari a 1.455 euro, contro una media nazionale pari a 1.153 euro a un anno dalla laurea e raggiungono a 5 anni dalla laurea una retribuzione di 1.768 euro, contro i 1.405 della media nazionale.

“Agli studenti servono non solo contenuti tecnici di base, ma anche e soprattutto capacità di elaborazione e gestione dei processi – riprende il Rettore Visconti -. Sta all’Università fornire una didattica di tipo esperienziale, di relazione, con un approccio di sostanza al sistema. Non solo tabelle ministeriali da rispettare, ma orecchie a terra  per ascoltare e sapere con certezza cosa chiedono le imprese e le istituzioni, averne il polso, essere in grado di rispondere alle esigenze reali del Paese. 

 

 

 

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