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Stanca di stare al palo, l'industria varesina è pronta a cavalcare la ripresa
Il calo dell'ultimo trimestre 2016 non intacca l'ottimismo costruito nei mesi precedenti, alimentato da un buon dinamismo

4 Aprile 2017 - Non sono stati di certo anni facili quelli che l’industria metalmeccanica italiana si è trovata ad affrontare dal 2008 a questa parte. Con un calo di produzione del 26,3% rispetto ai livelli pre-crisi e quasi 300mila posti di lavoro in meno, la strada da percorrere verso una piena ripresa appare, tuttora, ancora lunga. Le prospettive di un timido progresso del settore, tuttavia, lasciano ben sperare: l’attività produttiva metalmeccanica nell’ultimo trimestre del 2016 è aumentata dello 0,3%, rispetto ai tre mesi precedenti. Variazione che conferma il proseguo della moderata fase espansiva partita a fine 2014.

Tendenze, e speranza già coltivate da qualche tempo anche dalle nostre parti. "Le previsioni per la prima parte del 2017 delle nostre imprese sono orientate verso una stabilizzazione o un moderato recupero", sottolinea Giovanni Berutti, Presidente del Gruppo Meccaniche. A sostenere questa ipotesi di incremento, i dati forniti anche da Dario Gioria, Presidente del Gruppo Siderurgiche, Metallurgiche e Fonderie di Univa: “L’11% delle imprese del campione analizzato dal nostro Ufficio Studi, si attende un aumento nei livelli produttivi nei primi tre mesi del 2017, l’86% un mantenimento intorno ai valori attuali e solo il 3% prevede un ulteriore peggioramento”.

Dall’ultima indagine congiunturale svolta dall’Ufficio Studi dell’Unione Industriali per il settore emerge una chiusura 2016 in rallentamento: nel quarto trimestre dell’anno si è, infatti, registrata una riduzione dei livelli produttivi in confronto al trimestre precedente, che ha coinvolto l’82% del campione analizzato. Le realtà con livelli stabili sono state l’11%, mentre quelle in crescita sono state il 7%. A gravare su questi risultati è l’andamento di alcuni comparti di beni di consumo durevoli e degli altri mezzi di trasporto. Si è riscontrata, inoltre, una diversificazione a livello dimensionale: le piccole e medie imprese, spinte dal bisogno di differenziare i mercati di sbocco, appaiono più proattive ad agganciare i segnali positivi ovunque questi si manifestino, diversamente dalle grandi imprese che mostrano una minor velocità di reazione nel riposizionarsi. In calo le esportazioni del settore metalmeccanico varesino, che rappresentano il 60% del totale provinciale: il 2016 si è chiuso con un -14,9%.

A livello nazionale, il Varesotto è la nona provincia per numero di imprese e la decima per impiegati. Secondo gli ultimi dati Istat, in provincia di Varese sono 3.220 le unità locali che operano nel settore metalmeccanico con 43.358 addetti. Realtà che, insieme al comparto siderurgico, rappresentano il 38,4% delle imprese associate all’Unione Industriali e il 42,8% degli addetti in esse impiegate.

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