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L'ultima fermata del Treno Verde porta un carico di smog e rumore
Le misurazioni in tutta Lombardia di Legambiente fotografano una situazione preoccupante, anche negli ambienti chiusi

31 Marzo 2017 - Come in buona parte del resto della Lombardia, anche a Varese e provincia i livelli di smog non sono più tollerabili. Questa la conclusione di Legambiente al termine del viaggio del Treno Verde, la campagna condotta insieme al Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane e conclusa nei giorni scorsi a Milano, dopo quaranta giorni di viaggio da sud a nord della penisola. Oltre ai dati preoccupanti delle 25 centraline di monitoraggio presenti nei territori urbani dei capoluoghi lombardi, circa il 65% ha già superato il limite di 35 giorni previsto dalla normativa per il Pm10. Come se non bastasse, anche l’inquinamento acustico raggiunge spesso livelli ben al di sopra di quelli consentiti dalla legge in quattro dei cinque punti analizzati. Quanto sia critica la situazione in tutta la Lombardia è dimostrato dai dati ufficiali. In particolare, anche a Varese, nei primi 90 giorni del 2017, la centralina di via Copelli ha superato i limiti per 32 giorni.

Il Treno Verde ha effettuato 202 misurazioni di polveri sottili; 55 hotspot per analizzare lo smog 54 misurazioni del rumore. Per la prima volta al centro del programma scientifico è stato eseguito anche un monitoraggio sulla qualità dell’ambiente indoor, con particolare attenzione agli ambienti scolastici. 11 le strutture monitorate in tutta Italia, con l’analisi dei Composti Organici Volatili (VOC) su 44 campioni prelevati.

“Le campagne di monitoraggio che stiamo eseguendo mostrano come l’aria all’esterno sia spesso meno inquinata di quella in ambiente confinato, sebbene le concentrazioni siano al di sotto dei limiti di legge - spiega Lucia Paciucci, dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del CNR, responsabile scientifico del progetto GrIN-BOX -. I VOC sono un insieme di sostanze che posso essere emessi da pitture, lacche, pesticidi, prodotti per la pulizia, materiali di costruzione e materiale per ufficio (come adesivi, marcatori, stampanti, fotocopiatrici, ecc.). Passiamo quasi il 90% del nostro tempo in luoghi confinati, per cui dovremmo prestare molta attenzione alla qualità dell’aria presente in tali ambienti”.

Nell’ottica di sensibilizzare e coinvolgere i cittadini sul tema della qualità dell’aria, Legambiente sta sviluppando il progetto Captor. Finanziato dal programma Horizon 2020, intende favorire la collaborazione dal basso delle comunità locali per trovare soluzioni concrete al problema dell’inquinamento atmosferico, con particolare attenzione a quello da ozono, un inquinante secondario troppo spesso dimenticato ma che causa in Italia oltre 3mila morti premature. Il progetto sarà presto attivo anche in Lombardia. Una serie di sensori sviluppati dal progetto verranno affidati direttamente ai cittadini volontari, i quali registreranno le concentrazioni di questo inquinante nell’area in cui verranno installati e trasmetteranno in tempo reale i dati su una piattaforma appositamente dedicata.

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