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La raccolta differenziata non basta se non scende in campo anche l'intelligenza
Si aggravano in tutta Lombardia i costi e i danni per gli agricoltori a causa dell'abbandono scellerato di rifiuti

27 Marzo 2017 - Per i meno disposti a ragionare in termini di buona educazione e civiltà, abbandonare rifiuti nei campi è un gesto dalle conseguenze nulle, o quasi. Dal semplice mozzicone ai resti della ristrutturazione invece, i danni sono importanti e a lungo termine. Soprattutto, così facendo si avvia un circolo vizioso del quale prima o poi si rimarrà comunque vittime.

Per questo, la Coldiretti ha deciso di sollevare i toni della questione e avviare una campagna. Oltre delle inevitabili ripercussioni di infiltrazioni di sostanze nocive nei terreni coltivati e nell'aria, l'abitudine criminale crea problemi a una categoria alla quale non mancano di certo. Negli ultimi dieci anni infatti, almeno la metà delle aziende agricole è dovuta intervenire per ripulire le discariche abusive lasciate ai bordi dei campi, nei canali o vicino alle cascine.

"Il fenomeno ormai non si limita alle sole grandi aree metropolitane", spiega Coldiretti Lombardia in una nota dopo l’allarme lanciato dagli agricoltori bergamaschi per la quantità di spazzatura che in questi giorni sono costretti a sgomberare prima di iniziare i lavori di primavera.

“Ogni anno è la stessa storia – denuncia Nazzareno Samuel Ferro, agricoltore di Torre Pallavicina – devo dedicare tempo e risorse per  fare un po’ di pulizia ed evitare che bottiglie di plastica e di vetro e scarti di ogni genere vadano a finire in pieno campo. L’altro giorno  per bonificare un chilometro di strada ho dovuto impiegare due persone per un paio d’ore”.

Una situazione non molto diversa da quella presente lungo la maggior parte delle strade e dei campi varesini. Non molto meglio è andata a chi ha trovato un divano ai bordi del proprio vigneto, o a chi è costantemente costretto a raccogliere rifiuti di ogni genere, spesso in terreni situato a poche centinaia di metri dalla piattaforma ecologica. Addirittura, tra gli associati, c'è chi lamenta la necessità di aver dovuto ricorrere a un accordo con l’Amministrazione comunale per il ritiro indifferenziato della grande quantità di immondizia trovata ogni volta nei propri campi.

Eppure, spiega la Coldiretti regionale su dati Arpa, negli ultimi dieci anni la pattumiera di ogni lombardo si è alleggerita di almeno 60 chili, con una produzione scesa dai 518 chili del 2006 a meno di 458 a fine 2015, mentre la raccolta differenziata è salita dal 43,9 al 59%. Fra i capoluoghi di provincia chi ha tagliato di più la pattumiera è Como, con un calo di oltre 145 chili di immondizia a testa, mentre Mantova ha il record per la raccolta differenziata, balzata dal 36 a più del 77%, e registra un taglio di oltre 137 chili nella produzione di spazzatura per singolo abitante. Fra le altre città che hanno fatto dimagrire la pattumiera di oltre cento chili ci sono Sondrio e Lodi. Milano invece è poco sopra la media regionale con un taglio di 67,51 chili in dieci anni e una produzione di circa 496 chili di immondizia per abitante. A livello assoluto è Brescia che ha i bidoni più pesanti con oltre 685 chili a testa all’anno e un calo di poco meno di 28 chili dal 2006.

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