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Valle Olona
La Regione pronta a fare il lavoro sporco pur di arrivare a un'Olona pulito
Ricevuti in Commissione ambiente i vertici di Prealpi Servizi, alla ricerca di una via per collaborare e smuovere l'immobilismo

23 Marzo 2017 - Più o meno come l'acqua sporca dell'Olona prima o poi arriva al mare, scaricando letteralmente un problema di una zona circoscritta a buona parte dell'Italia settentrionale, anche i nodi su una gestione nella migliore delle ipotesi superficiale dei relativi inquinanti prima o poi vengono a galla.

In pratica, se per troppo tempo troppi Comuni hanno fatto finta di niente di fronte al ruolo di semplice esattore per i fondi destinati invece alla depurazione, ora è il momento di cambiare questa sgradevole situazione e decidersi una volta per tutte a fare squadra su un argomento che non fa sconti a nessuno.

Sempre più spesso la vicenda coinvolge anche Regione Lombardia, candidato ideale a coordinare la situazione e stimolare le decisioni. Questa mattina, la Commissione Ambiente e Protezione civile ha ricevuto e ascoltato Prealpi Servizi, vale a dire la società che ha in gestione tra gli altri i sei depuratori per il trattamento delle acque lungo l'asta del fiume Olona.

"Abbiamo ascoltato con attenzione le ragioni esposte dalla società di gestione dei depuratori - spiega Luca Marsico, Consigliere di Regione Lombardia e Presidente della Commissione -. E' emerso un quadro preoccupante per quanto attiene a un ammodernamento degli impianti, ormai necessario e indispensabile, abbinato alla necessità di risorse economiche utili per il rinnovo dei depuratori. Oltre ad un endemica difficoltà di coordinamento fra Enti, che non facilita il compito di chi si trova a gestire la depurazione delle acque".

Niente di particolarmente nuovo. D'altra parte, una presa di coscienza nei confronti di una situazione ormai diventata insopportabile sotto troppi punti di vista. Di correttezza e trasparenza politica prima di tutto, ma anche etica (l'utilizzo sfacciato di tasse somme pagate dai cittadini per un uso diverso) e pratica, considerando la qualità delle acque e dell'aria circostante.

Difficile pensare come questo passaggio possa servire veramente a smuovere l'intricata situazione. Promettente tuttavia, il segnale in un certo senso di rottura del clima di tacita collaborazione che per troppi anni ha visto operare insieme (anche se sarebbe più corretto scrivere non operare) Comuni, Provincia ed società di gestione nel provare a tenere il problema lontano dalla ribalta e confidare nell'indulgenza dell'oblio.

"L'auspicio è che, anche con il gestore unico, si possa davvero fare squadra per il bene del fiume- conclude Marsico-. Non ultimo, anche per il benessere dei cittadini che abitano nelle zone prospicienti".

 

 

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