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Se la posta non arriva più nelle cassette, le Province vanno dalle Poste
Raccolte le proteste di cittadini e Sindaci, Varese e Brescia si fanno portavoce nei rapporti con il gestore del servizio

13 Marzo 2017 - Per quanto i diretti interessati siano poco propensi a discuterne, su buona parte della provincia di Varese i problemi con il servizio di Poste Italiane esiste. Da tempo e senza una apparente prospettiva di soluzione definitiva. Sulla scia del Sindaco di Cairate Paolo Mazzucchelli, diversi altri paesi si sono mossi per farsi sentire a nome dei cittadini. Passata per la Provincia, ora la richiesta di garantire livelli di servizio adeguati è arrivata in Regione. Questa mattina la Provincia di Varese e la Provincia di Brescia hanno rappresentato le relative Amministrazioni lombarde al Tavolo Regionale convocato dal sottosegretario Daniele Nava in merito ai disservizi di Poste Italiane.

Dall'incontro è emerso come le criticità maggiori riguardino effettivamente non solo Varese, ma anche Como, Cremona, Lecco, Lodi, Brescia e Pavia. Il problema principale segnalato è riferito ai pesanti ritardi nella consegna della corrispondenza.

Due i temi emersi dall’incontro. Per prima cosa, i disservizi di Poste Italiane si sono registrati su un ampio territorio regionale. Inoltre, anche a seguito delle azioni promosse dalle Province nelle ultime settimane, si è registrato un miglioramento dei servizi dovuto alle misure messe in campo da Poste Italiane, le quali hanno provveduto all’assunzione di nuovo personale.

"E' stato un confronto positivo perché ci ha permesso di registrare tutte le criticità e fare il punto della situazione su scala regionale – commenta Paolo Bertocchi, Consigliere di Provincia di Varese -. A nome di tutte le altre Amministrazioni , noi e Brescia abbiamo chiesto che questo tavolo continui a lavorare sul tema, al fine di poter effettuare una puntuale verifica della situazione. Soprattutto, per monitorare che i miglioramenti adottati diventino strutturali e non siano legati all’emergenza degli ultimi mesi".

Ancora una volta, anche se le esperienze del passato autorizzano una certa perplessità sulla effettiva durata del cambiamento, l’auspicio rimane che gli errori commessi non si ripetano più e le annunciate future riorganizzazioni di Poste Italiane tengano conto di quanto accaduto, per scongiurare nuovi scadimenti del servizio.

"Abbiamo chiesto a Poste e Regione la convocazione di un Tavolo provinciale per il mese di maggio utile a una verifica territoriale - conclude Bertocchi -. Da parte nostra, continueremo il lavoro di monitoraggio insieme ai Comuni per registrare eventuali criticità sia del servizio di poste italiane sia di altri vettori privati, impegnati nella consegna di corrispondenza e rispetto ai quali abbiamo già avuto segnalazioni di ritardi".

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