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Valle Olona
Più della Carta, per salvare l'Olona serve visione unitaria e concretezza
Il punto di vista di Legambiente sull'incontro di Legnano, tanto atteso quanto poco soddisfacente, mentre il Parco dell'Olona si allontana

17 Febbraio 2017 - Quanto possa rivelarsi utile per il futuro dell'Olona e delle aree circostanti l'incontro dello scorso venerdì 10 febbraio si potrà dire con certezza solo tra qualche tempo. Sicuramente, la prima impressione porta in direzione di un esito inferiore alle attese. Per quanto elevate fossero, la Carta dell'Olona al momento non rappresenta altro se non un nuovo tentativo di ripartire da zero. Visti i precedenti, non c'è molto da essere fiduciosi. Basti ricordare l'ambizioso Protocollo Terre del Sperio-Medio Olona, firmato nel maggio dal 2009 da venti Sindaci e crollato pochi mesi dopo sotto i colpi di miopi politiche territoriali fondate esclusivamente su strategie di partito. Più di recente, l'ostracismo, sempre di natura politica e personale di cuicontinua a essere oggetto il progetto Ecomuseo.

Negli ultimi tempi però, l'Alto Milanese ha dimostrato di sapersi muovere certamente meglio di quanto abbia saputo offrire da sette anni a questa parte la Valle Olona. Per questo, un'iniziativa partita da Legnano merita comunque attenzione. Alle opinioni finora espresse, si aggiunge ora una riflessione a freddo di Legambiente Valle Olona, con un'ottica più estesa.

Se da un lato non possiamo che essere felici che il 10 febbraio si sia tenuto a Legnano il Convegno gli Stati Generali dell'Olona, segnale che l'attenzione che si è formata intorno alle sorti del nostro fiume e del nostro territorio è alta, dall'altro non possiamo che sollevare alcune perplessità.

Al di là del titolo, molto evocativo, il convegno si è incentrato quasi esclusivamente sulla questione della Legge Regionale di riorganizzazione dei parchi. Al netto di una normativa molto carente e lacunosa, questo incontro poteva essere una buona occasione per instaurare un accordo di coesione e fusione tra i PLIS e dare vita a una nuova realtà: il Parco fluviale dell'Olona.

Purtroppo il Convegno non ha avuto nessuna spinta propositiva, come invece doveva essere nei suoi intenti. Gli esponenti dei parchi si sono limitati a illustrare il lavoro svolto sul territorio. Non c'è stato alcun tipo di visione comune: è stata una presa d'atto di decisioni già prese. Del resto cosa ci si poteva aspettare da un evento organizzato a soli otto giorni dal termine fissato per la comunicazione della scelta, da parte dei PLIS, di proseguire in autonomia o di convenzionarsi con i parchi regionali? A nostro avviso questa iniziativa doveva prendere il via sin dal giorno successivo l'approvazione della Legge Regionale andando a instaurare un percorso attivo di coesione e collaborazione.

Come Legambiente Valle Olona siamo convinti che l'obiettivo da perseguire sia quello di arrivare ad avere finalmente un Parco fluviale dell'Olona. Bisognerà impegnarsi a lavorare in tal senso, nei prossimi mesi, per provare a concretizzare questa visione anche se, purtroppo, i tempi per la sua realizzazione inevitabilmente si dilateranno.

A inizio convegno è stata distribuita la bozza della Carta dell'Olona. Sicuramente, una proposta al cui interno contiene buoni propositi, ma non ravvisiamo nulla di concreto e immediato che dia spazio a interventi utili per il risanamento del nostro fiume.

Con o senza Carta dell'Olona, il nostro lavoro sul territorio proseguirà invariato. A tavoli, convegni e parole, Legambiente Valle Olona preferisce sempre la concretezza delle azioni.

 

 

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