Notiziario Agenda Tempo Libero Immagini Storia Comuni Associazioni Ecomuseo

Contatti

Provincia
La strada per un'aria pulita passa per l'efficienza energetica e fa tutti contenti
Le competenze di Rete IRENE e la garanzia di Legambiente per soluzioni antismog dalle quali c'è da guadagnare in tutti i sensi

14 Febbraio 2017 - Le piogge della scorsa settimana dopo mesi di tempo asciutto hanno una volta di più messo al centro dell'attenzione il problema smog, al quale non può sottrarsi neppure tutta la parte sud della provincia di Varese. Ad aggravare ulteriormente la situazione, se possibile, la notizia che l'Unione Europea potrebbe sanzionare l'Italia con una potenziale "madre di tutte le sanzioni", stimata potenzialmente sino ad un miliardo di euro, per la continua violazione delle norme sulla qualità dell'aria. Al di là dei frequenti provvedimenti legati all'emergenza e alle molteplici presunte soluzioni i cui effetti sono davanti agli occhi di tutti, esistono anche proposte interessanti da non sottovalutare.

"Una delle principali cause della cattiva qualità dell'aria è dovuta all'inquinamento da riscaldamento - dichiara Manuel Castoldi, Presidente di Rete IRENE –. La soluzione è quindi a portata di mano: riqualificare energeticamente il patrimonio edilizio esistente residenziale privato darebbe una svolta importante alla qualità dell'aria, all'economia del nostro paese e alle tasche delle famiglie".

Rete IRENE è costituita da un gruppo di imprese con esperienza negli interventi di manutenzione degli involucri edilizi, nella riqualificazione delle coperture, nella realizzazione e gestione di impianti termici e di climatizzazione, nella produzione di materiali per l'edilizia. L'idea che ha portato i soci a mettere in comune le rispettive conoscenze è voler creare un nuovo soggetto in grado di affrontare il tema della riqualificazione ed efficientamento energetico degli edifici da una prospettiva innovativa e integrata, con l'obiettivo di soddisfare le nuove esigenze del mercato con particolare riguardo e sensibilità verso temi legati alla tutela ambientale.

"Stare immobili di fronte a questa evidenza è impensabile per chi come noi giorno dopo giorno si impegna per diffondere la cultura della riqualificazione energetica - prosegue Castoldi -, coinvolgendo tutte le parti in causa: amministratori di condominio, progettisti, imprese del settore, cittadini e istituzioni".

In Italia la spesa pro capite per il riscaldamento della casa è il 50% più alta rispetto alla media europea e le emissioni primarie di particolato prodotto da impianti domestici e condominiali sono tre volte superiori a quelle dei trasporti. Riqualificare le proprie case significa quindi prima di tutto risparmio. Come piacevoli effetti collaterali, benessere e riduzione dell'impatto ecologico. Inoltre, migliorare l'efficienza energetica degli edifici esistenti evita un ulteriore consumo del suolo, migliorando il comfort abitativo e con potenziali benefici importanti anche sull'economia locale.

Non stupisce quindi come l'iniziativa abbia trovato un importante partner in una delle Associazioni più attente quando si parla di qualità dell'aria. "Una realtà che continua a preoccupare è quella degli impianti termici più impattanti sul fronte dell'inquinamento atmosferico, come le caldaie a gasolio, ancora presenti in molti condomini e le stufe a combustibili fossili – sottolinea Barbara Meggetto, Presidente di Legambiente Lombardia – Nella sola città metropolitana di Milano continuano a esistere oltre 1 milione di edifici in classi energetiche inefficienti accertati, al di sotto della classe G. Facciamo appello agli amministratori dei condomini perché promuovano e utilizzino il Conto termico, un importante strumento messo a disposizione per la riqualificazione energetica degli immobili, con impianti più efficienti e dalle minori emissioni, nell'ottica di una riduzione dell'impatto sulla qualità dell'aria".

Secondo Rete IRENE, il cambiamento che occorre mettere in atto non è solo una questione normativa o amministrativa. E' una vera e propria impostazione culturale che porterebbe l'Italia a non incorrere più in sanzioni e a uscire dalla nomea di Paese tra i peggiori in termini di qualità dell'aria in UE. Nel 2006 e 2007 sono stati violati i limiti per il Pm10 in 55 aree dello stivale e dal 2008 si è rimasti sempre al di sopra dei tetti di sicurezza.

Foto: Wikimedia Commos - by Gyre - Own work

Privacy Policy
Volete restare sempre aggiornati?
Iscrivetevi alla newsletter

Stock Photography
Tutti i diritti riservati - E' vietata la riproduzione, anche parziale dei contenuti, senza autorizzazione
Testata registrata presso il Tribunale di Busto Arsizio n. 09/09
P.IVA 02231370129