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Valle Olona
Dagli Stati Generali, una nuova conferma di pensare all'Olona solo sulla Carta
Tante parole e poche prospettive di vedere risolti a breve i problemi del fiume in una giornata lontana dalle attese

13 Febbraio 2017 - Per quanto grandi e trascurati nel tempo possano essere i problemi nell'Olona, difficile riuscire a giustificare l'ormai manifesta incapacità di agire prontamente da parte di tutte le parti in causa. Amministrazioni di ogni livello, società a vario titolo interessate al trattamento delle acque e alla gestione del territorio circostante, non riescono ad accordarsi per un percorso condiviso con obiettivi e tempi certi.

Se fino a poco tempo fa la situazione poteva apparire indifferente alla quasi totalità della popolazione, fatta eccezione per sporadici dissensi lasciati macerare nel silenzio, oggi l'ondata di sensibilità sembra più agguerrita che mai e poco propensa a lasciarsi prendere in giro. Anche per questo, le reazioni alla nuova proposta degli Stati Generali dell'Olona sono tutt'altro che soddisfatte. Esattamente come la volta precedente, dietro il titolo appariscente ben poca pratica e tematiche ben diverse da quanto lasciato intendere.

"Gli Stati Generali hanno generato equivoci e false aspettative - commenta Franco Brumana, portavoce degli Amici dell'Olona -. L'oggetto della discussione non era il risanamento del fiume, ma la riorganizzazione dei Plis i parchi locali. La risultante Carta dell'Olona non doveva essere proclamata solennemente dal convegno, ma è stata semplicemente proposta, distribuendo uno schema di massima".

A fronte della prevedibile passerella di Sindaci del territorio, diversi anche dalla Valle Olona, il presunto incontro pubblico si è di fatto rivelato un convegno a ranghi ristretti, su tematiche non necessariamente vicine alle emergenze dell'Olona. "Le reazioni di delusione nei confronti di un convegno che era apparso taumaturgico dimostrano ancora una volta la giustificata impazienza collettiva verso la compromissione del fiume, che sarà determinante per fare cessare l'indegno inquinamento delle acque - prosegue Brumana -. La Carta del Fiume comporterà una fase di elaborazione oltremodo complessa per il gran numero degli enti interessati che dovranno essere coinvolti in proposte, discussioni,emendamenti e riunioni e che saranno già oberati da altri impegni istituzionali".

Proprio questo punto, rivela la netta spaccatura tra esigenze della popolazione e Amministrazioni. Da una parte, richieste esplicite di intervenire e adempiere nientemeno che ai propri doveri istituzionali con tempistiche degne di un Pese con l'ambizione di definirsi civile. Dall'altra, ritmi blandi e tendenza al rinvio a oltranza, dure da abbandonare. Il contenuto stesso del documento, indica un approccio ancora molto teorico, quasi studiato appositamente per guadagnare tempo.

Nel documento, al momento nulla più di un proforma, si leggono infatti passaggi del tipo "Ci impegniamo a rafforzare le nostre azioni in merito alla qualità delle acque fiume, della pulizia e della sicurezza del territorio perifluviale", oppure, "Ci impegniamo li migliorare la fruizione del patrimonio culturale e naturale comune, [...] a promuovere scelte di mobilità sostenibile, [...] a informare ed educare le comunità sul patrimonio culturale e naturale comune".

In sostanza, niente di minimamente concreto da poter sfociare in azioni immediate. Anche e soprattutto considerando come iniziative del genere siano già presenti da anni e spesso ignorate. A fianco di Plis nella Valle Olona spesso in difficoltà per mancanza di adeguato supporto, l'Ecomuseo, il progetto che racchiude praticamente tutti i principi promossi dalla Carta è invischiato da anni in questioni dal tono puramente personale, contro l'interesse del territorio e della popolazione.

"Chiediamo una soluzione più sbrigativa e cioè un normale Patto per l'Olona che recepisca le proposte già trasmesse - conclude Brumana -. Questo patto potrà essere concluso anche solo da due o tre Sindaci, in grado poi di trasmetterlo agli altri per raccogliere le adesioni. Nel frattempo, sarà già operativo e consentirà di adottare provvedimenti concreti. A lato potrà anche proseguire il lavoro per la Carta dell'Olona con i tempi e le procedure consuete, sino ad arrivare a un'adeguata proclamazione in pompa magna. Noi ci accontenteremo delle azioni concrete e immediate e non ci lamenteremo dei prevedibili (e a quel punto ininfluenti) ritardi della Carta dell'Olona".

 

 

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