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Valle Olona
Più forte delle peggiori abitudini, l'Olona prova a ripartire da una chiamata a raccolta
Mentre la sfida per portare a destinazione i fondi nascosti per la depurazione arriva al Ministero, Legnano convoca gli Stati Generali

8 Febbraio 2017 - Si stringe il cerchio intorno all'Olona. Soprattutto, si fa sempre più importante la pressione nei confronti di chi nel corso di troppi anni ha agito indisturbato nel proprio interesse, contro quello del fiume e del territorio, e per propria convenienza ha ignorato una situazione diventata sempre più difficile da rimediare. Il lungo lavoro ai fianchi dell'Avvocato Franco Brumana sopportato da decine di migliaia di sostenitori, sta arrivando a una potenziale svolta importante. Di fronte ai tentativi sempre più disperati degli organi locali di restare ancorati a pratiche e tempi degni del peggior costume italiano, la risalita di tutti i gradini nell'apparato pubblico, ha portato all'attenzione del Ministero situazioni per certi versi paradossali da quanto appaiono palesemente incomprensibili in un qualsiasi contesto di corretta amministrazione.

"Ogni giorno gli scarichi degli impianti di depurazione rinnovano la compromissione del fiume, in violazione degli articoli 452 bis e seguenti cp riguardanti il delitto di inquinamento nonché dell'art.635 cp, riguardante il delitto di danneggiamento", si legge nel documento ufficiale trasmesso a Roma.

Solo una premessa, prima di entrare nel vivo della questione senza tanti giri di parole. "Le Autorità Pubbliche preposte al govemo del sistema idrico hanno sinora omesso qualsiasi intervento di sistemazione dei depuratori del fiume Olona, anche se disponevano dei fondi necessari almeno per alcune opere molto rilevantii".

Proprio la questione delle addizionali sulla bolletta dell'acqua destinata proprio alla depurazione, soldi incassati da Comuni o relative società servizi ma spesso mai girati ai legittimi proprietari, sta diventando il simbolo della battaglia per l'Olona. Da una parte, importi materialmente pagati dai cittadini, per un importo abbastanza grande da avviare già importanti lavori. Dall'altra, l'ostinata ostinazione a non abbandonare pratiche poco trasparenti, ancora troppo radicate nella Pubblica Amministrazione, e rimandare a oltranza il versamento del dovuto.

Emblematico in tal senso il caso di Agesp. "Il Comune di Busto Arsizio controlla questa società perché detiene il 99,94% del capitale azionario. Quindi, nell'ambito dei suoi poteri di indirizzo con la delibera del 17 dicembre 2015 il Consiglio Comunale di Busto Arsizio ha stabilito la corresponsione dell'importo in sei rate annuali posticipate. Inoltre, il rimborso avverrà solamente se Alfa, ente attuatore del Piano Stralcio, accetterà di acquistare da Agesp per il corrispettivo di euro 15,55 milioni di euro il ramo di azienda riguardante il servizio idrico. In ottemperanza a queste direttive nella relazione allegata al bilancio del 2015 Agesp ha dichiarato che in merito ai solleciti ricevuti dall'Ufficio d'Ambito riconosceva il debito ma lo avrebbe saldato nell'ambito di una equa compensazione con il molto maggiore credito per la concessione del ramo di azienda".

In questa sorta di commedia dell'assurdo, si è riusciti a spingersi oltre. "La cessione di ramo di azienda però non è stata chiusa, perché è stato concluso un contratto di affitto del ramo di azienda. Agesp, ha finora corrisposto solamente 700mila euro alla fine del 2016, rimanendo comunque morosa per importi molto superiori. Risulta anche come il Comune di Saronno, secondo quanto dichiarato in un'intervista rilasciata a La Prealpina, quotidiano di Varese, abbia deciso di saldare il suo debito di euro 1,179milioni di euro solamente con rate mensili, di 30mila euro".

Due esempi lampanti di come troppi Amministratori e dipendenti pubblici rifiutino anche solo di considerare la prospettiva di un cambio di rotta. Forti del disinteresse, o eccessiva fiducia, diffuso nella popolazione, certe pratiche nocive all'Olona sono passate nell'indifferenza troppo alungo e ora ci si ostina difenderle, insistendo a voler dettare le regole anche quando palesemente dalla parte del torto.

In questo scenario dove tutto lascia presagire come i veri fuochi s'artificio non siano ancora iniziati, si colloca un importante passaggio. Venerdì 10 febbraio la Sala Previati del Castello Visconteo di Legnano ospiterà il convengo Stati Generali dell'Olona. L'evento è organizzato dall'Amministrazione comunale di Legnano d'intesa con il Plis Parco dei Mulini. L'obiettivo è creare un momento di incontro e di confronto a tutto campo su tematiche che accomunano i territori situati lungo il bacino dell'Olona. I lavori avranno inizio alle ore 14. Dopo il saluto di benvenuto del sindaco Alberto Centinaio, particolarmente attesi gli interventi tra gli altri di Luca Marsico, presidente della Commissione Regionale Ambiente e di Mario Clerici, dell'unità operativa risorse idriche e programmazione ambientale di Regione Lombardia.

Sperando che la giornata si concluda in modo migliore dell'ultima iniziativa simile, alla fine rivelatasi solo una scusa per far propraganda a una precisa fazione politica, i lavori si concluderanno con la definizione di una Carta dell'Olona che conterrà un percorso condiviso finalizzato alla riqualificazione del fiume. Una novità invece è già certezza: gli Amici dell'Olona non intendono abbassare la guardia fino a quando non saranno riusciti a restituire al fiume la meritata dignità.

 

 

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