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Castellanza
Le querce condannate a morte, vogliono continuare a vivere al cimitero
La contestata la decisione di tagliare le piante per ragioni di sicurezza arriva in Regione e avvia una raccolta di firme

2 Febbraio 2017 - A parole, gli alberi sono un patrimonio se non per tutti, quasi. Spesso però, i fatti reali si scontrano con tante affermazioni sull'importanza di un ricco patrimonio di verde, anche come importante strumento per contrastare l'inquinamento. Quando questo si verifica, ne scaturiscono sempre dibattiti piuttosto accesi. Quando inoltre c'è di mezzo la politica, alla fine gli alberi diventano soprattutto strumenti di propaganda, in ogni direzione possibile.

Questo sta succedendo negli ultimi giorni a Castellanza, di fronte alla prospettiva di abbattere un certo numero di querce rosse presso il cimitero. Decisione di per sè curiosa per un Comune che annovera tra gli Assessori uno dei più autorevoli rappresentanti di Legambiente, in realtà viene presentata come decisione necessaria. Parlando comunque di sostituzione e non di semplice taglio, per quanto alberi giovani non possano certo competere con piante decennali.

Secondo l'Amministrazione, la necessità di procedere al taglio è frutto di una serie di considerazioni. Prima di tutto, si parla di sicurezza. Le querce hanno divelto diversi cordoli di marciapiedi e alzato degli autobloccanti, inclinato fontanelle a causa della forza dirompente delle radici, che hanno una crescita orizzontale. Inoltre, le piccole ghiande cadendo possono provocare scivoloni. E' emersa anche una cerca carenza di spazio. Le querce sono state piantumate troppo vicine e per questo motivo crescono verso l'alto e soffrono. Infine, la caduta di foglie. In autunno una grande quantità di ne cade a terra, creando molto disagio per i frequentatori del cimitero.

Una prima replica, chiama in causa una migliore manutenzione, accompagnata da alcuni semplici interventi. "Allargando e rifacendo i cordoli, si offre più spazio alla crescita delle radici - propone Michele Palazzo, consigliere per il Gruppo Sognare Insieme Castellanza -. Inoltre, è importante osservare come le querce non debbano essere potate, proprio perchè altrimenti si favorisce l'aumento del fogliame e una possibile crescita radicale. Considerate le dimensioni attuali, le querce sono arrivate alla propria crescita maggiore".

Criticata anche l'intenzione di sostituire le querce con cipressi. Facendo leva proprio sulla presunta pericolosità delle ghiande, Anche i cipressi infatti lasciano cadere pigne, oltre a una parte degli aghi invecchiati, diventano molto pericolosi in caso di pioggia, senza interventi di pulizia regolari. Dovrebbero inoltre passare diversi anni prima di vedere i nuovi alberi raggiungere dimensioni degne del contesto.

Le minoranze unite non hanno perso tempo e avviato una raccolta firme. "Contestiamo un intervento privo di alcuna motivazione sostenibile, in quanto tali alberi non comportano nessun pericolo per l'incolumità dei cittadini, come dimostrato dai video resi pubblici - afferma Paolo Colombo, portavoce dell'omonima lista di opposizione -. Siamo stupiti come Legambiente, associazione sempre a difesa del verde e dell'ambiente, non si prodighi a difesa di querce storiche. La motivazione addotta dall'amministrazione che in questo modo si risparmierebbe perché non ci sarebbero più foglie da raccogliere è da respingere con fermezza. Con questa idea allora ci dovremmo preparare al taglio di tutti gli alberi in città?".

Una questione solo all'apparenza locale. La Commissione Ambiente e Protezione civile di Regione Lombardia infatti ospiterà giovedì 9 febbraio in audizione un gruppo di cittadini, compresi Consiglieri di entrambi gli schieramenti "Ho accolto la richiesta dei consiglieri Colombo e Manelli che mi hanno tenuto informato sul possibile abbattimento delle querce rosse che fra, l'altro compiranno 50 anni nel 2018 - spiega Luca Marsico, Presidente della Commissione -. Ascolteremo le ragioni dei cittadini e quelle dell'Amministrazione comunale, auspicando di trovare un punto di sintesi che possa preservare prima di tutto un patrimonio ecologico del territorio della città di Castellanza".

 

 

 

 

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