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Valle Olona
Con la schiuma in diretta TV, l'Olona tocca il fondo e vince la corsa della figuraccia
Il nuovo scarico nel fiume in concomitanza con la 5 Mulini, rovina l'immagine del territorio. L'origine ricondotta al varesotto

24 Gennaio 2017 - Una brutta figura a livello internazionale in diretta TV mancava ancora nel capitolo più triste della storia dell'Olona. Più volte al centro dell'attenzione per la presenza di schiume sulla superficie del fiume, finora tutto era sempre rimasto relegato alla cronaca locale. A colpi di indifferenza, scarichi di responsabilità e soprattutto mancato avvio delle opere di risanamento, ora anche questa lacuna è superata.

Mentre infatti la scorsa domenica 22 gennaio su Raisport andava in onda in diretta l'edizione numero 85 del Cross Internazionale 5 Mulini, la marcia trionfale dei corridori keniani non è stata incorniciata solo dallo scenario unico dello stadio del cross e dei mulini. Le diverse inquadrature dedicate all'Olona e al territorio non hanno infatti potuto fare a meno di evidenziare una situazione tanto deleteria per la reputazione locale quanto vergognosa per chi ne ha la responsabilità. Nelle ore precedenti infatti, una nuova ondata di scarichi, facile presumere abusivi, ha provocato una nuova consistente comparsa di schiume.

Per quanto si tratti di provincia di Milano, diversi elementi lasciano presupporre come in realtà l'origine sia da ricondurre alla parte più meridionale della provincia di Varese. Se infatti fino all'inizio Solbiate Olona tutto appariva in regola, da Legnano in giù i controlli e gli interventi negli ultimi anni si sono fatti più responsabili. Tutto lascia quindi dedurre come la zona interessata sia compresa tra Olgiate Olona e Castellanza. Un tratto da tempo al centro dell'attenzione per l'attività spesso criticata di diverse industrie attive e per diversi eventi simili.

Al proposito, chi si trova a subire in qualche modo questo immobilismo istituzionale, non intende stare a guardare. Prontamente, ad Arpa Varese è arrivata una denuncia firmata da Franco Brumana, per conto degli Amici dell'Olona. "Questa schiuma proviene dalla Provincia di Varese - si legge nel documento -. Pertanto vi invitiamo a svolgere con urgenza tutti i doverosi accertamenti e a denunciare alla Procura della Repubblica i responsabili, che nel caso in cui lo scarico provenga da un depuratore saranno individuabili anche nei gestori dell'impianto".

Alla luce di quanto successo, anche se sarebbe più corretto affermare quanto non successo, negli ultimi anni, una speranza più di una richiesta. L'importante però, è non lasciare calare l'attenzione nei confronti dell'Olona portata ai massimi livelli da tempo. In questo, gli Amici dell'Olona sembrano non avere alcun timore.

La causa di buona parte dei problemi è infatti individuata senza tanti dubbi nel Varesotto, dove l'accusa è di non aver voluto affrontare l'argomento per decenni, con una diffusa sottovalutazione estrema dei problemi in tutti gli ambienti politici. Sembra giustificare completamente tale convinzione la realtà attuale. dove nonostante una disponibilità di circa due terzi del finanziamento del piano stralcio, nulla è stato fatto. Dove qualcosa si è fatto, si critica la scelta di dare la precedenza all'acquisizione delle reti idriche rispetto alla depurazione, non si è rivelata una scelta azzeccata.

Soprattutto, a tenere banco è la disputa più recente. Dove molti Comuni, con Aspem e Saronno Servizi in prima fila sono accusate di aver distratto i fondi per i lavori nei depuratori. Cioè, aver incassato le addizionali nelle bollette per l'acqua dedicate alla depurazione, e invece di girarle a chi di dovere per avviare i lavori, di averle tenute in cassa e ora tergiversare nel sanare la situazione.

A riprova di quanto sia invece possibile intervenire a beneficio dell'Olona, quanto avvenuto subito a valle. Ato di Milano infatti, ha già eseguito tute le opere previste, mentre i contenziosi aperti riguardano cifre ridicole, poco più di 50mila. Poca roba, soprattutto se paragonata alla decina di milioni di euro non incassati in provincia di Varese.

Inoltre, nel Varesotto risulta come non siano nemmeno stati affidati i progetti. Per questo, per non vanificare i risultati raggiunti, è importante non abbassare la guardia. Anche rischiare di apparire banali e ripetitivi, metterà ai responsabili, politici e funzionari pubblici, la pressione necessaria perchè finalmente prima o poi ci si decida a intervenire. Senza bisogno di chissà quali sforzi; è sufficiente iniziare ad agire nel rispetto del proprio mandato.

 

 

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