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Valle Olona
Domandare è lecito, rispondere è cortesia, intervenire è dovere
Poca disponibilità alla trasparenza da parte della società che gestisce i depuratori in Valle Olona e ancora meno ad agire

20 Gennaio 2017 - Grazie all'instancabile lavoro ai fianchi dell'Avvocato Franco Brumana i difesa dei diritti e della tutela ambientale del territorio, oltre a restare alta la guardia sulla difesa dell'Olona, è possibile conoscere più a fondo dettagli e meccanismi altrimenti difficili da capire per in non addetti ai lavori e dei quali Enti pubblici e diretti interessanti non sembrano morire dalla voglia di diffondere.

L'ultimo atto del fondatore del Gruppo Amici dell'Olona, è rivolto alla Società per la tutela ambientale del bacino del fiume Olona in Provincia di Varese, gestore di quasi tutti i depuratori più discussi. In particolare, quelli di Cairate, Cantello, Gornate Olona, Olgiate Olona, Saltrio e Varese Pravaccio.

Di seguito una sintesi del documento, trasmesso per conoscenza anche agli organi competenti. Un vero e proprio lavoro ai fianchi intenzionato a sgretolare quel muro di silenzio dietro al quale spesso si trincerano gli Enti pubblici di fronte a domande scomode o richieste di rendere conto del proprio operato.

Prendiamo atto come già a febbraio e a marzo del 2012 avevate segnalato l’urgenza di interventi sul depuratore di Varese Pravaccio, ma constatiamo che a cinque anni di distanza non è stato fatto alcunchè in proposito. Risulta predisposta dall’Ufficio di Ambito solamente una bozza di convenzione trasmessa il 6 dicembre 2016 e tuttora in fase di esame da parte vostra.

Le dichiarazioni di Prealpi Servizi sull’impianto di Gornate Olona sono in netto contrasto con quanto affermato da Alfa in persona del suo consigliere delegato Borsani e pongono molte perplessità perché se fossero vere non si potrebbe giustificare la previsione di interventi da parte del Piano Stralcio sull’impianto di Gornate Olona.

Il vostro rifiuto a rispondere alla richiesta di informazioni sulle opere da realizzare previste dal programma stralcio è immotivato e in contrasto con il D.lgs 195/2005 perché voi certamente siete al corrente dei lavori previsti in quanto proprietari dell’impianto interessato.

Sulla fuga dei fanghi dal depuratore di Olgiate Olona, rivelata da Borsani alla Commissione Ambiente della Regione, fate riferimento alla relazione del gestore Prealpi Servizi, che però nulla dice in proposito perché si limita a dichiarare che l’immissione dei fanghi nei cassoni non può essere descritta come “fughe di fango”. Invece Borsani si riferiva a fanghi non inseriti nei cassoni, rispetto ai quali non è pervenuta una vostra risposta chiara ed esauriente. Si tratta di un fatto grave, di rilevanza penale rispetto al quale potrebbe sussistere anche la vostra responsabilità.

Prealpi Servizi comunque evidenzia le emissioni di odori derivanti dall’anomalo stazionamento dei fanghi derivanti dalla mancanza di una sezione di digestione anaerobica. Prendiamo atto che  affermate che gli aldeidi sono compatibili con le capacità depurative del vostro impianto, ma nel contempo registriamo che vi rifiutate di mettere a disposizione la relazione presentata da Prealpi Servizi alla Conferenza dei Servizi, che è sicuramente a vostra disposizione. Siete reticenti anche nel rifiuto di rispondere sulla presenza della formaldeide, che peraltro risulta dagli allegati da voi trasmessi, e sui risultati del monitoraggio in corso, che a tutti gli effetti vi riguarda. Inoltre anche per il depuratore di Olgiate Olona inspiegabilmente vi rifiutate di rispondere alla domanda riguardante le opere da realizzare per le quali il Piano Stralcio pone a disposizione ingenti somme.

Infine sull’impianto di Cairate richiamate in buona parte la relazione di Prealpi Servizi, che evidenzia gravi carenze che permangono dopo le migliorie realizzate, e vi rifiutate di dare informazioni sui problemi impiantistici con la motivazione palesemente infondata di non riconducibilità di questo argomento tra le informazioni ambientali, che invece riguardano esplicitamente l’attività di depurazione e quindi l’idoneità dei relativi impianti.

Nelle vostre conclusioni riconoscete almeno come i vostri impianti “necessitino di importanti e urgenti interventi di messa a norma, essendo non conformi alle Direttive”.  Riconoscete quindi implicitamente che la depurazione non è eseguita in modo legittimo e adeguato, con la conseguenza dell’inquinamento del fiume che costituisce un delitto contro l’ambiente.

 

 

 

 

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