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Valle Olona
I soldi per l'Olona persi lungo la strada di Agesp devono tornare al fiume
Secca risposta dell'Avvocato Franco Brumana sull'enorme debito accumulato negli anni da Busto Arsizio

11 Gennaio 2017 - La denuncia, o meglio, la messa in piazza dei mancati versamenti delle quote inserite nelle bollette dell'acqua potabile destinata alla depurazione delle acque dell'Olona da parte di troppi Comuni della provincia, non è passata inosservata. Grazie infatti all'opera incessante dell'avvocato Franco Brumana supportato dalle oltre diecimila persone del Gruppo Amici dell'Olona, in questo caso il silenzio dei diretti interessati non può aiutare a lasciar cadere la cosa.

L'ultimo atto, è una serie di dichiarazioni rilasciate da Agesp in riferimento al Comune di Busto Arsizio, il maggiore debitore con una cifra di 3,76 milioni di euro, al quotidiano La Prealpina. Questa la posizione dell'Avvocato Brumana.

Egregio Signor ​Carmine Gorrasi, ​nella sua intervista a La Prealpina lei ha dato una versione non esatta della morosità di Agesp e pertanto la prego di prendere atto delle precisazioni che le espongo. Non è vero che da alcuni anni esisteva la semplice indicazione di accantonare “delle somme sulla bollettazione”. Dal 2002, sussisteva invece il dovere di riscuotere dagli utenti addizionali sul corrispettivo per il consumo delle acque e di metterle a disposizione dell’ente attuatore del programma, stralcio previsto dall’art.141 della legge 388/2000 riguardante l’esecuzione degli interventi di depurazione delle acque, così come aveva stabilito la delibera del Cipe n.52 del 2001.

Quindi, queste somme non sono mai appartenute ad Agesp, che aveva solo il compito di incassarle per conto di altri ai quali metterli senz’altro a disposizione. Non è assolutamente ovvio ed anzi è gravissimo il fatto che queste somme non siano disponibili, perché significa che vi è stata una distrazione e un’indebita appropriazione. E’ semplicemente assurdo affermare che “è nella normalità delle cose che si fissi un percorso di rientro a step” di somme appartenenti ad altri.

Inoltre non ha alcun senso affermare che “è lo stesso che avviene a parti invertite con Alfa, che nel subentro alla gestione delle reti idriche dovrà versare 15 milioni ad Agesp”. Infatti non sussiste alcun credito di Agesp nei confronti di Alfa perché non è mai stato stipulato alcun contratto in tal senso, e non è pensabile che venga stipulato in futuro.

Infine, il suo riferimento al debito di Amiacque verso la “sua ATO” è del tutto irrilevante. Agesp non può pensare di giustificare l’approvazione di somme altrui dicendo che lo ha fatto anche Amiacque. Non so se quanto lei sostiene sia vero, ma è certo non riguardi le opere di depurazione e gli accantonamenti stabiliti dal Cipe, perché in provincia di Milano (a differenza di quanto è accaduto in provincia di Varese) sono state completate le opere del piano stralcio.

In conclusione le consiglio di riesaminare la questione e di farsi portavoce nell’ambito politico della sua città dell’urgenza di pagare il dovuto per evitare le gravi conseguenze, che potrebbero derivare da un intervento della Procura della Corte dei Conti.

 

 

 

 

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