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Oltre alla speranza, l'unica cosa e muoversi lungo Pedemontana è il pedaggio
Confermata la validità del Patto per la Lombardia, in attesa di conoscere i tempi dei lavori, scatta un indecifrabile aumento

11 Gennaio 2017 - Presentato lo scorso novembre come uno dei più importanti passi in avanti in termini di progettualità locale, il Patto per la Lombardia siglato dal Presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni e l'allora Presidente del Consiglio dei Ministri Matto Renzi, rischiava di essere messo in discussione dal passaggio di consegne a livello governativo.

Per questo, Maroni non ha perso tempo nel cercare immediati riscontri anche dal nuovo esecutivo. Ottenuto un incontro tenutosi in Prefettura a Milano con il ministro della Coesione Territoriale Claudio De Vincenti e il sindaco di Milano Giuseppe Sala, al termine l'ottimismo risulta intaccato. "E' stato costituito il comitato di indirizzo e controllo, da oggi pienamente operativo - conferma Maroni -. Al Ministro abbiamo consegnato una scheda che fa da sintesi agli oltre 60 progetti previsti. Di questi, 21 sono immediatamente cantierabili, per un importo di circa 5 miliardi di euro".

In assenza di maggiori dettagli sui singoli progetti, l'occasione si rivela ancora una volta utile per ribadire l'importanza di quella che può essere considerata l'opera simbolo tra tutte, almeno a livello di immagine. "Ho fatto presente al ministro la nostra priorità: la conclusione della realizzazione, progettuale e pratica, di Pedemontana, finanziata con 2 miliardi e 700 milioni nel Patto per la Lombardia - ribadisce Maroni -. Ci sono una serie di questioni aperte sulle quali stiamo lavorando, ma ho voluto ribadire che per noi rappresenta una priorità e su questo il ministro De Vincenti ha garantito la piena collaborazione del Governo".

Se sul piano istituzionale si cerca di tenere lontani i tanti dubbi di origine realizzativa ed economica emersi durante lo scorso anno, dove invece le falle non smettono di presentarsi è sul fronte della comunicazione. Quello affermatosi come punto debole del martoriato progetto, registra un nuovo passo falso. La già pessima politica dei pedaggi infatti è riuscita in quello che appariva impossibile o quasi, compiere un ulteriore passo indietro. Per quanto, ma più realisticamente proprio per questo, limitato, l'aumento dello 0,9% dei pedaggi scattato il primo gennaio si presenta infatti come nuovo e imprevedibile autogol.

"Una delle nuove autostrade completamente vuote - denuncia Dario Balotta, presidente di ONLIT Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Trasporti -, ma talmente garantite da aiuti di Stato, defiscalizzazioni e aumento della durata delle concessioni, da potersi permettere pesanti e ingiustificati aumenti che allontanano la già scarsa utenza".

A rendere la situazione ancora più surreale, la lettura ricavata dal testo del provvedimento. "Nel decreto di fine anno il ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha ricordato che è stato previsto il recupero di eventuali incrementi tariffari non riconosciuti negli anni precedenti - sottolinea Balotta -. In pratica, entro metà anno saranno concessi nuovi aumenti. Il ministero delle Infrastrutture, infine, ha richiesto l'estensione per ulteriori 12 mesi dell'agevolazione tariffaria riservata ai pendolari che utilizzano l'autostrada giornalmente. Il sistema è una foglia di fico servita per giustificare i pesanti aumenti di due anni fa riconoscendo risibili sconti ai pendolari titolari di Telepass che percorrono gli stessi tragitti almeno venti volte al mese entro un raggio massimo di cinquanta chilometri".

 

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