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Valle Olona
A conti fatti, in troppi non vogliono pagare il conto dell'Olona, Provincia compresa
Troppi Comuni non hanno ancora versato anni di importi incassati con le maggiorazioni nelle bollette destinate alla depurazione

9 Gennaio 2017 - Dietro un fiume di parole e annunci la cui data inizio è talmente lontana da risultare difficile da individuare, uno dei pochi elementi certi quando si parla di restituire al fiume Olona un livello minimo di dignità è la necessità di recuperare cifre importanti. Altro fattore sul quale i dubbi sono ormai superati, finanziamenti che spettano ad Alfa, l'azienda provinciale per le risorse idriche i cui travagliati destini societari sembra non lascino spazio alle decisioni operative. I capitali indispensabili per avviare una prima fase di ammodernamento di depuratori troppo vecchi per garantire un contributo apprezzabile e il completamento della rete fognaria, lasciano infine poco spazio ad alternative diverse dall'aumento delle tariffe sui servizi idrici.

In pratica, chi è chiamato materialmente a incassare le tariffe e girarle ad Alfa, responsabile di tutti gli interventi, sono i singoli Comuni o le relative società servizi o appaltate. Proprio qua, sta emergendo uno dei maggiori intoppi a questa procedura. Troppe Amministrazioni infatti, hanno ritardato i trasferimenti, accumulando debiti ormai considerevoli. Da una parte, mettendo in difficoltà l'avvio di procedure sempre più urgenti per salvare l'Olona. Dall'altra, rendendo difficile regolare in tempi brevi gli importi dovuti.

Un importante tentativo di scuotere la situazione poteva arrivare solo dall'esterno degli ambienti istituzionali. Prontamente, il sempre più numeroso gruppo Amici dell'Olona guidato dall'avvocato Franco Brumana non si è fatto pregare due volte. In uno scenario complessivo dove la distrazione di troppi Comuni provoca di fatto un grande danno all'intero asse del fiume, la Valle Olona non può certo chiamarsi fuori.

Di fronte alle cifre al di sopra di ogni sospetto di cui si è ampiamente parlato nei giorni scorsi, dovute da Busto Arsizio e Saronno (rispettivamente 3,76 milioni di euro e 1,17 milioni di euro), spiccano anche gli 804.883,11 euro a debito di Olgiate Olona, dove peraltro sono in fase di accertamento gli introiti relativi agli anni 2010 e 2012. Qualche giustificazione è attesa anche da Tradate, debitrice di 547.039,38 euro. Se i 22,53 di Gazzada Schianno possono invece essere ricondotti a un errore contabile, non altrettanto può dirsi di altri tre paesi la cui disattenzione si ripercuote di fatto sul perdurare delle condizioni dell'Olona. A Fagnano Olona infatti, vengono imputati mancati versamenti per 240.079,28 di euro, a Castellanza di 174.678,03 euro e a Castiglione Olona di 172.424,97 euro. Considerando la stima di circa 80 milioni di euro per rendere efficienti i depuratori lungo l'asse Varese-Legnano, diventa più facile capire come in realtà un passo importante sia più a portata di mano di quanto si possa pensare, se solo tante dichiarazioni negli anni si fossero tradotte in adempimento dei propri doveri.

Chiamata in causa in prima persona direttamente dall'Avvocato Brumana, la reazione della Provincia di Varese non è esattamente quanto chi ha a cuore l'ecosistema dell'Olona si potesse aspettare. Con una dichiarazione inviata al quotidiano La Prealpina, il Presidente Gunnar Vincenzi non esita infatti a difendere prima di tutto il proprio operato e quello di ATO (da qui è scaturito il braccio operativo Alfa). La situazione viene ufficialmente dichiarata sotto controllo, le denunce come prevedibile relegate a inutili allarmismi, con tanto di promozione a pieni voti per il proprio operato. Intanto, nascosta solo in parte dalla prolungata siccità, lungo l'Olona la trasparenza è sempre più un ricordo.

 

 

 

 

 

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