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Valle Olona
Lungo il fiume, sei Comuni, anzi cinque, in cerca di uno stesso destino
Dopo anni si torna a parlare di un progetto condiviso per una serie di interventi di riqualificazione ambientale

17 Novembre 2016 - Dopo diverso tempo, troppo sotto diversi punti di vista, in Valle Olona si torna finalmente a parlare di progetti dal punto di vista e del territorio e non della singola bandiera o del singolo campanile. Sotto la regia di Gorla Minore, inizia infatti a prendere forma la riqualificazione ambientale e morfologica delle aree a ridosso del fiume. Protagonisti, anche Gorla Maggiore, Fagnano Olona, Solbiate Olona e Marnate. Dopo i primi contatti, si è invece chiamata fuori Olgiate Olona, un cui progetto personale sembra però volersi comunque collegare nel caso l'operazione vada in porto. Nel ruolo di filo conduttore, Legambiente Valle Olona, partner ufficiale non istituzionale.

E' fondamentale sottolineare prima di tutto come si parli di una masterplan. Di fatto, poco più di una bozza di progetto, ancora tutto da mettere a punto e soprattutto da finanziare. Le ragioni per cui essere ottimisti tuttavia non mancano. Oltre al ritorno di un tentativo di muoversi insieme, anche se alcune differenze a livello di impegno sono subito emerse, con la messa a punto di un progetto definitivo entro la fine dell'anno e supportato da un insieme di Comuni, le possibilità di accedere a bandi aumentano in misura considerevole.

In quest'ottoca, l'iniziativa va sostenuta con il massimo impegno da parte di tutti coloro interessati all'argomento e in grado di offrire un apporto. Un primo importante risultato è frutto di una decisione altrettanto saggia da parte di Gorla Minore. Alla chiamata a raccolta tra il mondo delle Associazion interessate anche solo a fornire consigli costruttivi al progetto presentato dal pool di esperti di Iridra, Majone e Partners e Bios Is, hanno infatti risposto in una ventina. Anche se potevano certamente essere di più, nell'attuale clima di sfiducia diffusa a tutto campo, una buona manifestazione di vitalità del territorio.

Complice la massima disponibilità al dialogo degli esperti e la totale apertura verso proposte e aggiustamenti, non mancano gli spunti e lo spazio per chi si ostina a sognare una Valle Olona a misura d'uomo dove comanda la natura. La percezione della realtà infatti è apparsa più che buona. Tanto le potenzialità quanto i problemi sono stati inquadrati in termini realistici. Alcuni aspetti inseriti in una bozza precedente e rivelatisi decisamente non in linea con l'obiettivo sono stati rimossi senza particolari remore. Il risultato è una visione di insieme come da anni non si vedeva e una serie di interventi tutti utili, realizzabili e dalle grandi potenzialità. Non solo in un'ottica di vivibilità e recupero del territorio, ma anche di altri progetti perfettamente complementari. A partire dall'Ecomuseo della Valle Olona, da troppi anni ormai in balia di una situazine opposta, ostaggio di veti incrociati, timori e gelosie tutte da spiegare alla gente comune. Stona invece la totale mancanza di riferimenti alla Ferrrovia della Valmorea, il principale potenziale volano per un salto di qualità.

Per ognuno dei cinque paesi interssati, sono stati individuati interventi mirati, pur integrati in una visione di insieme. Se si riuscirà ad andare oltre il semplice conteggio dei fondi necessari, le premesse per il successo ci sono tutte. Rimandando ai prosismi giorni approfondimenti dedicati, in sintesi si parte da Fagnano Olona, con la zona del Mulino Salmoiraghi. Due prospettive diverse a partire dal controllo del fiume e a tutela del microambiente naturale formatisi negli ultimi anni, partono dalla messa in sicurezza del tracciao attuale del fiume, oppure dalla suggestiva ipotesi di ripristinare l'alveo naturale. In pratica, attraversando l'attuale zona umiida, fino a qualche mese fa un vero e proprio laghetto.

Dopo il migliore esempio in materia già realizzato con il Parco dell'acqua, Gorla Maggiore non si è comunque chiamata fuori, puntando a proseguire l'opera con il completamento dei percorsi di connessione verso la vecchia stazione. Da questo progetto prende spunto Gorla Minore, per recuperare l'Olonella, il canale attualmente secco in prossimità della variante della Pista ciclopedonale, e realizzare a sua volta un impianto di fitodepurazione.

A Solbiate Olona invece, si parlerà di didattica. L'area adiacente allo storico Prato del Ciclocross è stata inquadrata per combinare un maggiore controllo delle acque di piena con un pianoro rialzato dove allestire un di orto botanico locale lasciato crescere in modo spontaneo. L'area a ridosso del cavalcavia di Pedemontana inoltre, è considerta idonea per una sorta di Olona selvaggia, ripristinando l'ambiente naturale e interferendo il meno possibile.

Infine, Marnate punta tutto su uno dei suoi obiettivi storici quando si parla di Valle Olona. Rimasta esclusa dal percorso della ciclopedonale, non si è arresa. L'impegno ha portato alla realizzazione del Parco del mulino, che si punta ora a integrare maggiormente con i dintorni attraverso percorsi pedonali e connessioni con le ciclabili in zona.

Al momento, l'ostacolo maggiore sembra prospettarsi proprio un eventuale accesso ai fondi. Solo a quel punto si vedrà se l'interesse è veramente collettivo e i singoli Comuni saranno disposti a ripartire i finanziamenti in base al valore effettivo dei progetti e non su basi puramente matematiche.

 

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