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Valle Olona
Salvare il passato aprirà le porte del futuro
L'unione di Comuni e Associazioni con l'Ecomuseo aiuta a creare opportunità

12 Dicembre 2013 - Un anno dopo aver ripreso quota, il progetto di Ecomuseo della Valle Olona ha bisogno di mettere bene a fuoco le prossime tappe, con la necessità di trovare il giusto equilibrio tra l'attività informativa sul territorio, gli accordi con le istituzioni, la procedura formale e l'impegno associativo chiamato a combinare il tutto.

Anche se i livelli di conoscenza, consenso e proposte nel corso degli ultimi dodici mesi sono cresciuti in modo costante e consistente, il lavoro da fare resta molto e il percorso è solo agli inizi. Per comprendere meglio come procedere, l'apporto delle Amministrazioni locali è fondamentale e indicazioni utili in questa direzione sono emerse anche nel corso del Convegno sul tema del lavoro proposto di recente a Castellanza.

"Si parla di Ecomuseo ormai da tanti anni - afferma Celestino Cerana, Sindaco di Marnate -. Dopo tanti anni, è il momento di arrivare a qualcosa di concreto. Come Sindaci della Valle Olona, siamo impegnati a recuperare la zona, cercando ognuno di fare la propria parte".

In quest'ottica, proprio Marnate sta offrendo un ottimo esempio di concretezza, con la crescita del parco che sta sorgendo lungo il fiume nei pressi della vecchia stazione. Un esempio che ci si può solo augurare non resti isolato. "Vediamo la Valle iniziare a rivivere, perchè sempre più iniziative ruotano intorno al fiume - spiega Cerana -. Anche quanto successo in passato, con le industrie, è proprio legato al fiume, ma oggi tutto questo non c'è più e dobbiamo guardare in un'altra direzione".

La direzione può essere senza esitazione proprio quella indicata da un Ecomuseo. "Pensiamola come iniziativa per recuperare prima di tutto quanto è rimasto del passato, della nostra storia - riprende il Sindaco -. Ben vengano anche altre iniziative volte a creare lavoro, ma prima di tutto pensiamo a salvare ciò che è rimasto". Con i resti sul territorio di uno dei mulini più rappresentativi della zona in rovina senza poter intervenire in prima persona, il riferimento è evidente. La priorità è però un'altra, condivisa più in grande. "Senza una qualità accettabile dell'acqua, qualsiasi cosa potremmo fare resterà un lavoro metà - avverte Cerana -. Se oggi tutti ci impegniamo, possiamo riuscirci. Le risorse sono poche e le idee tante, però non dobbiamo avere paura di guardare al concreto, per quanto piccolo possa rivelarsi".

Un invito, neppure tanto velato rivolto a chi non ha ancora sciolto i dubbi nel sostenere il progetto Ecomuseo e a mettersi in gioco in prima persona, con la prospettiva di poter dimostrare con i fatti l'effettivo attaccamento alle proprie origini. "I nostri nonni dovevano preoccuparsi tanto del lavoro e poco dell'ambiente - conclude Celestino Cerana -. Oggi dobbiamo recuperare non solo il lavoro ma anche l'ambiente e così ci sarà posto per tutti, per le imprese e per la gente comune".

Perchè il progetto prenda corpo e acquisti credibilità, l'appoggio dei quattordici Comuni interessati è fondamentale. L'impegno per coinvolgere anche i pochi che ancora non si sono espressi (Olgiate Olona, Castelseprio, Lonate Ceppino e Lozza) si muove di pari passo con quello di stimolare chi finora si è limitato a un appoggio formale e a quello di concordare con i restanti le tappe successive del percorso.

Un contributo importante in questa direzione arriva da chi riesce a garantire al progetto entrambi i punti di vista, quello di protagonista sia a livello associativo sia istituzionale. "Parliamo di Comuni che già da anni hanno avviato iniziative a tutela dalla Valle Olona, a partire dai PLIS - spiega Mauro Chiavarini, Assessore Ambiente, Ecologia e Protezione Civile di Gorla Minore -. Quello che ora serve per far decollare il progetto è un passaggio che coinvolga ufficialmente le Amministrazioni".

Il prossimo passaggio a cura dell'Associazione Ecomuseo della Valle Olona sarà quindi quello di mettere a punto lo statuto. "Una volta redatto, va sotto posto ai Consigli Comunali al fine di mettere a punto una convenzione sulla base della quale realizzare la struttura dell'Ecomuseo - spiega Chiavarini -. Finora, l'Associazione si è mossa molto bene su questo terreno e bisogna proseguire, creando ancora più interesse. La sensibilità di persone e Associazioni, già elevata, va aumentata ancora e ora si tratta di tramutarla in concretezza".

Senza trascurare l'attività informativa, ora che la proposta è chiara, la procedura formale deve partire, contando sulle risorse disponibili. "L'Ecomuseo parte ufficialmente nel momento in cui lo Statuto è messo a punto e le Amministrazioni decidono se associarsi, con la prospettiva di uno strumento di valorizzazione del territorio - riprende  Chiavarini -. Non possiamo ancora sapere se potrà essere anche uno strumento per produrre lavoro, ma sicuramente è uno strumento per mettere in risalto il nostro territorio".

Il messaggio è stato prontamente raccolto. I lavori per la stesura del documento sono già stati avviati e l'obiettivo è presentare lo Statuto ai Comuni nei primi mesi del 2014. Augurandosi nel frattempo di vedere sciolti gli ancora troppi dubbi da parte di quelle Ammirazioni e Associazioni titubanti, prima di tutto nell'interesse della Valle Olona. "Quando abbiamo rilanciato l'idea tanti sostenevano come la sfida fosse dura, forse troppo - afferma Michela Palazzo, Presidente dell'Associazione Ecomuseo della Valle Olona -. Ha ragione chi afferma che serve coraggio per andare avanti ed è quello che ci proponiamo di realizzare. Se ogni Comune e ogni Associazione farebbe una piccola parte, le opportunità arriverebbero presto".

Foto: Antonio Dolce

 

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