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Valle Olona
Far rinascere la Valle è un'impresa
Il ruolo e le esigenze degli imprenditori nel futuro della zona

27 Novembre 2013 - La cura degli aspetti di un territorio legati alla natura è spesso obiettivo prioritario di chi si attiva in difesa dell'ambiente. Per quanto importante e lodevole, un impegno realistico in questa direzione non può evitare di fare i conti anche con gli altri elementi che concorrono al benessere sociale e inevitabilmente finiscono per scontrarsi. Tra questi, spicca il problema del lavoro, senza il quale una popolazione finisce inevitabilmente per impoverirsi e lavoro significa impresa. Il convegno dello scorso 23 novembre organizzato a Castellanza dall'Associazione Ecomuseo della Valle Olona non poteva quindi fare a meno di mettere al centro dell'attenzione il mondo dell'imprenditoria e del commercio, con le relative esigenze. Sotto questo punto di vista, la disponibilità al confronto si è rivelata ai massimi livelli.

"Ho trovato questa occasione stimolante sotto un duplice punto di vista - afferma Michele Graglia, Presidente dell'Università Cattaneo, Liuc -. Sia in qualità del mio attuale ruolo sia per le mie origini dal mondo delle imprese".
Passato di recente a guidare l'ateneo dopo un mandato al vertice dell'Unione industriali della Provincia di Varese, Graglia non ha fatto mistero di quali siano le priorità per ridare slancio alla Valle Olona, e di conseguenza poter recuperare risorse anche all'ambiente. "Non è facile trovare il punto di equilibrio ideale per combinare tutto. È importante pensare cosa si possa fare per restituire dignità a un territorio certamente utilizzato in modo non consono".

In questo scenario, l'aspetto fondamentale viene inquadrato nella necessità di ridare vigore all'economia. "Dobbiamo porci una domanda: quel è il punto di partenza - spiega Graglia -? L'esigenza dalla quale partire per raggiungere risultati". Anche in virtù del ruolo e dell'esperienza passata, la risposta è immediata. "Se parliamo di occupazione e sviluppo, prima di tutto dobbiamo mettere l'accento sull'essere consci che lo sviluppo arriva dalle imprese. Non possiamo pensare che le risorse piovano dal cielo; si creano e si sviluppano".

Il ragionamento, al quale sono inevitabilmente collegati anche servizi e infrastrutture chiamate a trovare un difficile equilibrio con la natura, ha fondamenta solide, rese ancora più forti da una situazione molto simile vissuta in Germania dove, spiega il Presidente, "La zona della Ruhr ha vissuto lo stesso problema e dove è stato trovato l'approccio giusto. Che ci piaccia o no, i tedeschi hanno da insegnarci".

Per quanto riguarda la Valle Olona, trovare l'equilibrio tra economia, ambiente e qualità della vita in un zona densamente popolata è un compito difficile, ma alla portata. "Credo che la priorità sia la necessità di uno sviluppo corretto, controllato, così che non provochi danni come in passato - riprende Graglia -. Se non siamo d'accordo su questo, allora non possiamo andare da nessuna parte e passeremo il tempo a dibattere e intanto i nostri imprenditori vanno all'estero".

In sostanza, difficile negare come senza le imprese sia oggettivamene difficile vivere. D'altra parte, è davanti agli occhi di tutti la gravità di una situazione ambientale la cui causa principale è stato proprio un certo modo di fare azienda. "Le norme ci devono essere e vanno fatte rispettare, adeguandole ai tempi - puntualizza Graglia -. La priorità deve però restare lo sviluppo, senza il quale non potrà partire nulla".

Il problema in definitiva non è tanto l'industria in sè, ma come viene gestita, a partire dagli stessi imprenditori, sempre più spesso tra i primi ad avere a cuore il proprio territorio e tra quelli a voler vedere colpito chi non rispetta le regole. "Serve il coraggio da parte del Governo centrale di decisioni mirate a trattenere le imprese locali. Quello che è rimasto deve diventare il punto di partenza per il futuro, far sì che le aziende trovino terreno di sviluppo, con regole precise da far rispettare".

Per quanto scomoda e difficile, una tale situazione può essere superata solo se affrontata senza remore. "Come imprenditori il coraggio non ci manca e l'investimento nella Liuc, unico caso in Italia, è un esempio - conclude Michele Graglia -. Non è il momento di prendere decisioni solo perchè una volta conquistato il benessere ci si adagia e ci si limita alle decisioni più comode, quelle che urtano meno. Servono decisioni chiare, precise e definitive sulle quali il mondo dell'impresa possa muoversi"..

Foto: Antonio Dolce

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