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Castellanza
Una rete per il rilancio, a partire dalle imprese
Tanti interventi e tante idee dal convegno dell'Ecomuseo sul lavoro

25 Novembre 2013 - Un problema particolarmente attuale come la carenza di lavoro e le prospettive economiche di un territorio dove alla congiuntura sfavorevole si aggiunge una transizione epocale conseguente alla fine dell'industria che per oltre un secolo ne ha fatto le fortune, non si può certo risolvere con poche ore di un convegno. La ricerca di una soluzione per uscire da un momento buio deve però essere trovata con un consenso più esteso possibile e in questa ottica va accolta a braccia aperte la proposta avanzata dall'Ecomuseo della Valle Olona di chiamare a raccolta i protagonisti del mondo economico per capire tutti insieme quali fossero le reciproche esigenze e le priorità.

A conferma della validità dell'iniziativa, l'ottima risposta da parte dei protagonisti, pronti a non tirarsi indietro e accettare di mettere a confronto le proprie posizioni con quelle altrui, non necessariamente allineate. D'altro canto, non si potuto registrare il pubblico delle grandi occasioni, anche se dalla difficoltà dei temi trattati, dall'orario in pieno weekend, indotto proprio dalla possibilità di contare su tanti protagonisti istituzionali, e dal primo passo in questo direzione sul territorio, attendersi più del centinaio di persone intervenute tra il pubblico sarebbe risultato fin troppo ambizioso.

Ambizione ed entusiasmo unite alle incognite di una prima hanno prodotto una lista di interventi oltre il necessario e relativa dilatazione dei tempi. Ciò non toglie che si siano rivelati diversi gli interventi si spessore sui quali soffermarsi per una prima rapida carrellata, prima di entrare più in dettaglio nei prossimi giorni, in linea con il desiderio di aver solo avviato un confronto intenzionato a durare.

Castellanza come scelta del paese ospitante non è stata del tutto casuale, sia in quanto città più grande all'interno del progetto Ecomuseo della Valle Olona sia per la posizione strategica lungo diverse vie di comunicazione, ma soprattutto per l'ottima combinazione tra industria, commercio e formazione presente in città.

Ad aprire i lavori, il padrone di casa. "Abbiamo accolto con piacere una iniziativa come questa capace di radunare diversi soggetti - esordisce Marco Colombo, dell'Istituto Universitario Albasio -,  perchè uno dei valori fondamentali dell'istruzione è andare oltre i confini dell'istituto e coinvolgere il territorio. Abbiamo notato un certo scollamento tra il mondo delle imprese, le Amministrazioni e la cultura. Per questo intendiamo muoverci per primi alla ricerca di maggiore dialogo e di maggiori sinergie sul territorio. Servirebbero più occasioni come questa".

Il messaggio sembra essere stato recepito. A tutti i livelli infatti, la presenza non è mancata. Anche chi non ha potuto presenziare, come Luca Marsico, Consigliere di Regione Lombardia, ha comunque voluto essere vicino al tema trattato un messaggio personale. Tra i presenti invece, il dibattito non ha esitato a decollare. "Dobbiamo prendere questa giornata come un laboratorio di idee - afferma Fabrizio Farisoglio, Sindaco di Castellanza (a sinistra nella foto) -. Non usciremo certo con una strategia o una soluzione, ma credo in iniziative come questa nate dall'Ecomuseo, che ha avuto la sensibilità di coinvolgere tante realtà e possono fornire indicazioni e suggestioni utili per conoscere meglio le problematiche da affrontare".

Orgoglio di Castellanza è la possibilità di ospitare uno dei miglior esempi di come sia possibile intervenire sul territorio per coprire delle esigenze precise. "Trovo questo incontro stimolante per due punti - spiega Michele Graglia, Presidente dell'Università Carlo Cattaneo-LIUC (a destra nella foto) -. Prima di tutto, proprio la presenza di Università, sorta e cresciuta a livello nazionale sulla base dei bisogni delle imprese locali, e poi la necessità di individuare un punto di partenza da porre in cima alle necessità e da questo partire. Quando parliamo di occupazione e sviluppo, non possiamo ignorare come questo arrivi prima di tutto dalle imprese, e dobbiamo metterle in grado di funzionare".

Il messaggio è prontamente raccolto prima di tutto proprio da chi ha voluto giocare la scommessa dell'incontro in prima battuta e quella più ad ampio raggio dell'Ecomuseo della Valle Olona nel suo insieme. "Parliamo di una tematica non certo facile da affrontare - riprende Michele Palazzo, Presidente dell'Associazione In Cammino verso l'Ecomuseo della Valle Olona -. Ha ragione il Presidente Graglia a sostenere che serve coraggio. Dobbiamo offrire opportunità ai giovani senza gravarli di incombenze. Se ciascuno si fa carico di un piccolo compito, alla fine nascono benefici per tutti".

Durante il convengo è mancata forse la parte più concreta, quella delle proposte almeno da valutare. Tra queste, l'Associazione avanza la richiesta di interessarsi per recuperare spazi industriali abbandonati e metterli a disposizione di giovani artigiani e imprenditori a condizioni agevolate, in cambio di aperture al mondo locale, in termini di collaborazioni e formazione. Oppure, l'utilizzo dei tanti terreni incolti di proprietà comunale da destinare alle famiglie come orti domestici. Ancora, la volontà di superare i confini amministrativi per approntare un'offerta realistica e attraente sotto il profilo turistico, coinvolgendo le strutture già disponibili, a partire dagli agriturismo e sfruttando la dorsale della pista ciclopedonale con i numerosi punti di attrazione nei paraggi.

Un valido esempio di come sia possibile muoversi in questa direzione è quanto sta succedendo a Marnate, con il recupero di una porzione di terreno lungo l'Olona. "Parliamo da tanti anni di Ecomuseo e iniziative simili e sono d'accordo sia ora di puntare su qualcosa di concreto - sottolinea Celestino Cerana, Sindaco di Marnate -. Se in passato abbiamo goduto di ricchezza è proprio grazie all'industria, ma oggi dobbiamo anche recuperare quanto è rimasto e da qui ripartire per cogliere nuove opportunità. Fondamentale, è sanare l'acqua del fiume".

"L'Ecomuseo può diventare la scusa perchè riusciamo a parlarci tutti, Amministrazioni, enti di formazione e imprese - prosegue Fabrizio Caprioli, Sindaco di Gorla Maggiore -. Partiamo da una domanda che dovremmo porci, per quanto scomoda. Perchè in Canto Ticino, a pochi chilometri da noi, tutto funziona a dovere e c'è crescita? Non siamo persone diverse da loro e per essere allo stesso livello dobbiamo prima di tutto imparare anche a prenderci delle responsabilità individuali, senza nasconderci sempre dietro a quella collettiva".

Il primo passo individuato da Caprioli coincide pienamente con la ragione prima per la quale il progetto Ecomuseo si è rimesso in moto, la necessità di formare una rete a tutti i livelli, di infrastrutture, di persone, di associazioni e di istituzioni. Un messaggio in grado arrivare lontano: "Sono totalmente d'accordo sulla necessità di fare sistema - ribadisce Maria Chiara Gadda, Deputata del PD -. Sono i tempi a spingerci in questa direzione. Dobbiamo fare i conti con una scarsità di risorse, ma questo può spingerci a superare la logica di campanile e far nascere opportunità".

Per quanto suggestiva possa essere l'idea di vivere in un territorio al tempo stesso in totale armonia con la natura e dal quale ricavarne benessere, la realtà della Valle Olona è ben diversa e non può prescindere dal trovare il giusto equilibrio tra tanti fattori, tra cui un'elevata popolazione alla quale garantire benessere e servizi e la necessità di aziende. Quello che potrà infatti riservare il futuro, con una risorsa a limitato impatto come il turismo, è ancora tutto da definire. Il presente che piaccia o no, resta invece ancora saldamente ancorato all'impresa, ed è su questo che è importante partire per costruire quella rete capace di invertire la tendenza. "Se vogliamo crescere, il patrimonio da cui partire sono le aziende - conclude Elvio Mauri, responsabile della sede di Busto Arsizio dell'Unione Industriali di Varese -. Non vogliamo più guardare al passato, qualsiasi cosa che guardi al futuro per noi è un impegno che siamo pronti ad assumerci e mi auguro l'Ecomuseo possa rivelarsi un contributo attraverso il quale tutti riescano a guardare avanti".

Foto: Antonio Dolce

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