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Castellanza
Lavori in corso per il futuro della Valle Olona
Prospettive e opportunità al centro del convegno dell'Ecomuseo

22 Novembre 2013 - Vivere in un ambiente incontaminato, dove casa, servizi e natura si combinano in modo ottimale senza sovrapporsi è il sogno di tanti. Oltre alla oggettiva difficoltà di garantire un contesto del genere, tutto questo perde di valore di fronte a uno degli elementi fondamentali per il benessere di una persona o una famiglia. Senza un lavoro infatti, risulta difficile, quando non impossibile, guardare al presente prima ancora del futuro. Un problema particolarmente attuale, al quale la Valle Olona non può sfuggire, nonostante un passato da protagonista a livello economico nazionale, grazie soprattutto all'insediamento di numerose industrie favorite proprio dalla presenza del fiume.

Oggi che tutto questo fa parte del passato, trovare una via d'uscita da una situazione complicata è diventata una priorità e proprio partendo da questo scenario, il Progetto Ecomuseo della Valle Olona ha voluto richiamare l'attenzione organizzando un convegno per dare il via, come sottolinea il titolo a un Confronto per un rilancio economico della Valle Olona. "Il primo obiettivo che dobbiamo porci riguardo il tema del lavoro è come attirare nuovi investitori in zona - spiega Michele Palazzo, Presidente dell'Associazione In Cammino verso l'Ecomuseo della Valle Olona -. Bisogna cercare di capire anche cosa possono fare le Amministrazioni locali per rendere invitante il territorio dal punto di vista economico e stimolare nuove attività da parte di chi ci vive".

Nell'Aula Magna dell'Istituto Universitario in scienze della mediazione linguistica di via Pomini 13 a Castellanza, sabato 23 novembre alle ore 14.30 sono chiamati a raccolta tutti gli attori in gioco. Oltre ai rappresentanti dei Comuni, portavoce delle Associazioni di categoria, analisti, esperti del settore, sindacati e ogni altra persona è invitata a offrire il proprio contributo in termini di competenza ed esperienza.

"Dobbiamo ridare vita alla Valle Olona, trasmettere il messaggio che qui si può ancora fare impresa - riprende Palazzo -. Se mettiamo tante idee a confronto, alla fine qualche risultato può certamente arrivare. È interesse di tutti che i luoghi dove uno nasce, cresce o abita restino vivi sotto ogni punto di vista".

Al riguardo alcune idee sono già chiare e verranno proposte come spunti per l'auspicata discussione che scaturirà dai vari interventi. "Per prima cosa, dobbiamo accettare il fatto che il periodo dell'industria è passato e non tornerà - sottolinea Palazzo -. Da qui possiamo però costruire un futuro valorizzando quelle risorse imprenditoriali e territoriali che comunque restano nel nostro patrimonio, e dobbiamo farlo per tempo, per evitare che vadano disperse".

Artigianato, turismo e valorizzazione ambientale sono solo alcuni dei temi più ricorrenti quando si parla di nuove prospettive economiche per la Valle Olona. Si tratta ora di capire se e come queste opportunità possono essere tradotte in pratica. Progetti ed esempi positivi in questo senso non mancano, a partire dalle visite guidate, a piedi o in mountain bike abbinate a brevi soggiorni nel fine settimana, per arrivare al punto di forza tutto italiano che in zona ha sempre trovato terreno fertile, rappresentato dall'abilità artigianale di creare prodotti unici, la via più indicata per non ritrovarsi coinvolti nel confronto impari delle produzioni su larga scala.

"Abbiamo tantissimi edifici abbandonati o sottoutilizzati - propone Palazzo -. Una volta rimessi a posto e resi agibili, si possono offrire a condizioni agevolate per favorire l'insediamento di artigiani e piccoli imprenditori. Alla fine il guadagno è sia per chi avvia una nuova attività sia per chi può contare su nuove risorse e vede scendere la richiesta di sussidi".

Come ha insegnato il passato, la capacità imprenditoriale della Valle Olona non è mai venuta meno. In un momento difficile, si tratta ora di ridargli slancio e offrirgli nuove prospettive. "Dobbiamo mettere in moto la fantasia dei nostri imprenditori e artigiani - conclude Michele Palazzo -. Non basta che lo Stato abbassi le tasse, bisogna intervenire prima, offrire incentivi e garantire condizioni ideali affinché un'attività sia libera di crescere".

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