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| Lettere alla redazione Solbiate Olona - Non servono lezioni di democrazia 10 Maggio 2011 - Gentile direttore, ho letto quello che è stato scritto da Vincenzo Ciaraffa (La Resistenza e le diverse facce del Revisionismo) in merito alle mie critiche sulla sua visione della Resistenza. Non voglio ribattere punto per punto perché mi sembra ozioso, dico solo che il mio intervento era relativo al comportamento dell'esercito durante quei due anni e non in tutta la sua storia. Che l'esercito italiano si sia squagliato dopo l'8 settembre è una dato di fatto, soprattutto perché è stato lasciato senza ordini, e su questo siamo d'accordo. Ma un esercito in cui si spezza la catena di comando cessa di esserlo, e questo il colonnello Ciaraffa lo sa bene Che molti militari e molte unità militari abbiano deciso di continuare a combattere, questa volta però contro i tedeschi, è sicuramente vero. Ma non è stato l'esercito italiano a farlo, bensì molti dei suoi componenti lasciati a se stessi. Perlomeno fino a quando il governo di Brindisi (e poi di Salerno) riuscì in qualche modo a mettere insieme nuove unità, peraltro di scarso rilievo e che godevano poca fiducia da parte degli alleati. Senza contare che esisteva un altro esercito italiano, quello della Repubblica Sociale alleato con i tedeschi, di cui facevano parte reparti come la Monterosa, la San Marco, la Littorio e l'Italia, senza contare la X Mas, la Nembo e le Brigate Nere, impegnate proprio per combattere i partigiani. Sulla polemica politica proprio non so cosa dire. Non ho mai tirato in ballo l'ideologia o l'appartenenza a questo o a quel partito, al contrario del colonnello Ciaraffa che evidentemente qualche problema in questo ambito ce l'ha. Non sono mai stato comunista e non ho mai aderito al PCI, per cui non mi sento certo erede di quel tipo di storia politica. Se proprio vogliamo puntualizzare posso dire che la svolta di Salerno, che prevedeva l'appoggio di tutti i partiti (non solo quello comunista) al governo monarchico in esilio, era dettato da esigenze strategiche e politiche, visto che USA e URSS, in quel momento alleati, lo avevano richiesto. Senza parlare dell'amnistia voluta proprio da Togliatti nei confronti degli ex-fascisti, perché se si doveva rifare l'Italia bisognava farla tutti insieme. Quindi non ho nessuna intenzione di vergognarmi, né ho bisogno che qualcuno mi dia lezioni di democrazia. Grazie per l'attenzione Ivan Vaghi
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