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Lettere alla redazione 8 Gennaio 2010 Evviva...... anzi no! Note in margine al terzo volume della storia di Varese Aveva ben visto Pierfausto Vedani all'inizio del 2004 su Varesenews quando criticava la mancanza di storici varesini nel comitato per la storia di Varese. E' arrivato anche per Varese il catalogo delle stampe illustranti la città. Dopo Milano (1969-70), l'insuperato elogio del Lago Maggiore (1973), Como (1976), lago di Como (1978), Lecco (Anni '90), Canton Ticino (2003), anche Varese ha la sua raccolta. Fa seguito al bellissimo primo volume dedicato a Sacro Monte e a quello modesto e giornalistico dedicato allo sport. Come tutte le opere prime servirà da base per ulteriori aggiornamenti e approfondimenti. Esaminiamo in dettaglio il libro, con spirito critico ma costruttivo, da modesto collezionista deluso. Un primo disappunto, prendendo in mano il volume, è dato dalla copertina e dal dorso, differenti dai due precedenti volumi: in libreria stonerà moltissimo accanto agli altri due. Il volume inizia con un saggio che pare abbia avuto come principale supporto bibliografico il saggio di Mazzocca. Cita uno sconosciuto editore Ferdinando Stella che probabilmente è Anton Fortunato Stella. La parte iconografica, divisa in dieci sezioni è interessante, anche se spesso si sono privilegiati ingrandimenti di xilografie, tratte da giornali e quindi molto comuni e non le stampe più rare e antiche o di complessa lettura. Bisogna dire che quando si parla di catalogo di stampe tutti intendono le vedute. Qui si è fatta una commistione, tra vedute, santini, ritratti e incisioni di riproduzione. La presenza di una sezione dedicata al Dandolo è superflua. La catalogazione delle stampe è aberrante: nessun riferimento bibliografico, quindi non è un catalogo ragionato. Nessuna collocazione. Nessun riferimento alla rarità della stampa, Mancanza sovente nelle stampe più antiche dei diversi stati. Ci sono errori di catalogazione nella dimensione come alla scheda 83. Non esiste una tabella in ordine cronologico, per saper quali sono le incisioni più antiche devo sfogliare l'intero volume! Mancano alcune vedute di Butler, Harding, Michallon ... La parte finale dedicata alle note biografiche è di una semplicità sconcertante, senza indicazioni bibliografiche e con un errore madornale vedi alla voce Bernardino Castelli: pittore trentino!!!! Il marchio universitario non aggiunge nulla all'opera, anzi dequalifica il marchio stesso. Che delusione! Fernando Cova
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