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Castellanza
Fuori dal tunnel il treno sbuca in un cantiere
La città finalmente libera dai disagi del passaggio a livello, ma restano quelli della nuova stazione

1 Febbraio 2010 - I dieci anni previsti sono serviti dal primo all'ultimo giorno e, con tutta probabilità, uno in più non avrebbe guastato. Mettendo da parte però le polemiche del caso sollevate dalle diverse parti in causa, per un giorno almeno la notizia importante è l'effettiva entrata in servizio del tunnel ferroviario di Castellanza. Il passaggio dei treni in sotterranea infatti rappresenta una svolta epocale non solo per il collegamento tra Milano e l'Aeroporto di Malpensa ma anche per la città ai confini della provincia di Varese.

La giornata di sabato 30 gennaio 2010, comunque la si guardi, resta una data da ricordare. Partito puntuale (secondo gli irriducibili contestatori addirittura con qualche minuto di anticipo solo per garantire il tempo di percorrenza annunciato) dalla Stazione di Milano Cadorna, il primo convoglio ufficiale a compiere il nuovo tragitto ha raggiunto lo scalo nella brughiera 24 minuti dopo, rispettando quindi la tabella di marcia, grazie anche al blocco degli altri convogli per ragioni di sicurezza. A bordo del treno, tutte le autorità del caso, compresi Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo Assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, Norberto Achille, Presidente di FNM Group, Giuseppe Bonomi Presidente di SEA e Fabrizio Farisoglio Sindaco di Castellanza.

Difficile non ricollegare la data dell'inaugurazione alla scadenza elettorale locale ormai prossima. D'altra parte, difficile negare anche come per quanto riguarda il tunnel i tempi siano stati ampiamente rispettati e già questo rappresenta una novità non da poco. L'aspetto più delicato di tutta la vicenda ha però un contesto diverso. Da un punto di vista più generale, l'obiettivo principale del tunnel di Castellanza era il completamento del raddoppio dei binari su tutta la tratta, in modo da garantire una maggiore competitività all'aeroporto. Obiettivo alla luce dei fatti raggiunto, nonostante i diversi imprevisti sorti lungo il cammino del cantiere e le immancabili polemiche, non di rado sollevate ad arte.

Fuori da tunnel però i problemi esistono, e sono tutt'altro che secondari. Le Amministrazioni che si sono avvicendate alla guida di Castellanza dall'approvazione del progetto in poi, non hanno infatti mai nascosto di non vedere di buon occhio il progetto nel suo insieme. Una volta confermato che il prezzo da pagare per vedere sparire il passaggio al livello in centro città lungo uno degli assi stradali più trafficati d'Italia era una stazione ai confini urbani se non oltre, le perplessità non sono mancate. Anche in considerazione dell'ipotesi difficilmente realizzabile di un'ulteriore stazione in direzione Rescaldina.

L'importanza del progetto era però troppo importante per lasciare spazio a cambi di direzione, così in qualche modo alle Amministrazioni  locali non è rimasto altro che cercare di sfruttare al meglio la nuova situazione. Almeno per il momento, i risultati non sono dei più incoraggianti. La nuova stazione infatti, può considerarsi tutt'altro che terminata e pronta all'uso. D'altra parte, l'inaugurazione del tunnel comporta automaticamente lo spostamento e dopo tutte le discussioni degli ultimi anni, difficile pensare che qualche politico abbia minimamente potuto prendere in considerazione l'ipotesi di veder transitare anche un solo treno in superficie dal giorno successivo alla cerimonia.

Per comprensibili questioni strategiche, l'ipotesi di mantenere comunque il passaggio in città dei treni destinati a fermarsi a Castellanza non è probabilmente mai stata presa in considerazione. In attesa del completamento dei lavori (per i più critici almeno un altro anno), ai viaggiatori della zona non resta quindi che adattarsi. Al momento dell'inaugurazione infatti, la biglietteria è rappresentata praticamente da un container, i posti macchina non sono più di un centinaio e il cantiere al confine tra Castellanza e Busto Arsizio, appare tutt'altro che in fase di smantellamento.

La situazione non è sfuggita a opposizioni e contestatori. Alle pesanti critiche lanciata a livello regionale, si sono affiancate toni altrettanto accesi a livello locale, accusando apertamente il Sindaco Farisoglio di non aver curato gli interessi dei propri cittadini. Al di là dei toni non propriamente concilianti nel voler cercare l'aspetto polemico nella vicenda, la limitata fruibilità della stazione resta un dato di fatto. Di questo comunque il Comune di Castellanza se ne è reso conto, tanto è vero che è stato subito attivato un servizio di collegamento tra la vecchia stazione e quella nuova. Naturalmente, senza sfruttare i vecchi binari (quelli da sabato 30 gennaio sono praticamente diventati uno scomodo ricordo), ma semplicemente con un autobus navetta.

Per quanto riguarda le rotaie tanto prese di mira da tutte le parti in questi ultimi anni, così come chiunque abbia provato ad affrontare l'argomento, il futuro è tutto da disegnare. L'unica certezza al momento è che nessuno ha intenzione di azzardarsi a ipotizzare un qualsiasi cosa che non comporti la sparizione del famigerato passaggio a livello. Nel frattempo però, per non sbagliare, non manca chi si sta già portando avanti e prova a sollevare polemiche anche su questo argomento. Se l'inaugurazione del tunnel può apparire un pretesto elettorale, allora anche certi atteggiamenti di segno opposto non sono da meno.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

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