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Lettere alla redazione
Malpensa -
Carenza informativa o strumentalizzazione?

1 Luglio 2009 - Ho letto il suo articolo sulle decisioni di Lufthansa di puntare sull'aeroporto di malpensa. Con tutto il rispetto l'ho trovato molto carente a livello informativo, poco preciso e molto di parte. Anche io sono un sostenitore di malpensa, ma ad oggi c'è da dire, ed è sotto gli occhi di tutti, che dopo più di un anno dall'abbandono di Alitalia malpensa è riuscita a recuperare solo un misero 2% di passeggeri, segno che la politica Bonomi forse non è la migliore.

Questo avrebbe potuto dirlo nel suo articolo. Come dire che dal prossimo Ottobre anche US Airways chiuderà il collegamento da malpensa con Philadelphia, questo significa che se non ci fosse Alitalia, che lei tanto denigra nel suo articolo, i milanesi non avrebbero più voli diretti verso gli USA dal prossimo ottobre. Ma come Lufthansa non dovrebbe puntare su malpensa?

Infine mi scusi, è vero che Lufthansa ha chiesto 10 slots, ma su Linate e non su malpensa. Lei non lo specifica, come mai? Avrebbe dovuto informarsi meglio, o informare meglio, articoli del genere non fanno altro che confermare l'ipotesi che molti "giornali", parlano di cose di cui non dovrebbero in primis perchè non ne hanno le competenze e poi perchè sembra lo facciano solamente per un mero gioco di campanile.

Detto questo tutti ci auguriamo che malpensa torni a crescere, ma ad oggi Lufthansa non ha sede in Italia, un ufficio a Milano non esiste, non ha l'AOC (certificato per operare in Italia) e non ha ancora assunto mezza persona. Anzi, sembra che stiano in ogni modo ostacolando l'assunzione di personale italiano, tra cui piloti molto preparati con centinaia e centinaia di ore di volo alle spalle. Comunque ad oggi c'è ben poco, forse un articolo serio più che ricamare sull'"ennesimo annuncio in salsa leghista" avrebbe dovuto analizzare i fatti reali.

Ed i fatti ci dicono che tranne qualche capitale europea, Lufthansa Italia serve quasi nulla, specialmente a livello nazionale. Quindi, come potrebbe fare di malpensa un hub senza feederaggio di voli nazionali? Lo sa che quello su Roma ha load factors (tassi di riempimento) ridicoli? Si parla di un 20%. Lo sa che Lufthansa fa tariffe stracciate da concorrere con Ryanair ed Easyjet, altro che Alitalia. Le consiglio di informarsi meglio la prossima volta, speriamo davvero che malpensa torni a crescere, ma la realtà oggi è ben altra.

Cordiali saluti

G. L.

Personalmente, non ho nessuna pretesa di essere portatore di verità incontrovertibili, ma solitamente quando vado alla ricerca di una notizia sono abituato a valutarne non solo l'importanza, ma soprattutto l'attendibilità. Mi viene francamente difficile ritenere più attendibile una serie di dati infondati e divulgati a titolo anonimo rispetto a un insieme di notizie e cifre confermate dalle maggiori testate nazionali. Tanto per fare un esempio, i dieci slot richiesti da Lufthansa sono e restano destinati a Malpensa e non a Linate come G.L sostiene.

Per il resto, appare altrettanto curioso come accuse di parte, condite in salsa a piacere, arrivino da chi con veemenza almeno uguale se non maggiore sostiene una posizione contraria. Forse troppo per non apparire una posizione strumentale e interessata.

Giusto per correttezza di informazione: Lufthansa ha una sede in Italia, con tanto di registrazione presso la Camera di Commercio di Milano, attualmente offre circa 180 collegamenti diretti settimanali verso Roma, Napoli, Bari e otto capitali europee quali Parigi, Barcellona, Madrid, Bruxelles, Budapest, Bucarest, Londra e Lisbona. Il tutto in meno di un anno di attività.

Altrettanto sospetto infine come la lettera anonima contenga qualche dettaglio volutamente troppo tecnico per essere comprensibile a tutti, e di conseguenza valutabile oggettivamente. La sensazione, non ultima, è che possa trattarsi di un tentativo di rivincita a seguito di una mancata assunzione, magari di uno di quei "piloti molto preparati con centinaia e centinaia di ore di volo alle spalle", giudicati su chissà quali basi. Vale la pena di ricordare allora che proprio il trattamento riservato al personale è e resta una delle principali cause del dissesto Alitalia.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

 

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