Castellanza
Intervista al Sindaco Fabrizio Farisoglio
Idee e progetti per mantenere l'impegno
a governare una città dalla doppia anima
9
Novembre 2009
- Per una
Giunta Comunale tre anni rappresentano una parte importante del proprio
mandato. Un periodo abbastanza lungo per stilare bilanci, ma anche per
trovare il tempo di analizzare l’operato e apportare eventuali modifiche,
frutto anche cambiamenti imprevisti nello scenario. Da qualche anno a questa
parte, i rapporti con il Comune di Castellanza attraverso queste pagine non
sempre sono stati facili. Inutile nascondere, come una serie di circostanze
abbia portato a una sorta di comunicazione a senso unico, con tutte le
conseguenze del caso. Senza entrare nelle ragioni all’origine di questa
situazione, l’aspetto più importante è prendere atto di come ora la realtà
si presenti in modo diverso. Dopo i numerosi appelli caduti nel vuoto, e
probabilmente mai arrivati a destinazione, nell’occasione scelta per
dimostrare di non volersi allineare
all’indifferenza manifestata da buona parte dei propri
colleghi di fronte al Protocollo Terre del Seprio-Medio Olona, il
Sindaco di Castellanza Fabrizio Farisoglio affronta anche le
questioni strettamente legate alla città della quale tre anni fa è stato
chiamato a guidarne l’Amministrazione.
Sindaco Farisoglio, rispetto ai primi anni
del suo mandato, quando Castellanza sembrava maggiormente interessata a
stringere rapporti di collaborazione con le città di Legnano e Busto Arsizio. Da
qualche tempo a questa parte sembra
manifestare invece un rinnovato interesse verso i paesi della Valle Olona. Cosa
è cambiato?
L’interesse verso l’Alto Milanese non è cambiato. Credo che il primo compito di
un nuovo Sindaco sia identificare un percorso corretto, e non è una cosa facile.
Ci tengo a ricordare che sono al mio primo mandato, al quale sono arrivato senza
aver fatto il percorso da consigliere. Non ho difficoltà ad ammettere come la
mia conoscenza politica del territorio sia ancora limitata, ma d’altra parte
credo di essere uno che impara in fretta.
Cosa l’aveva spinta verso la scelta
iniziale?
L’idea era capire la peculiarità di Castellanza rispetto al resto della Valle
Olona. Si tratta di una zona contrassegnata da una minore attinenza alla città e
più a una realtà locale. Questo significa anche una serie di tradizioni
culturali che vengono portate avanti, ma non possono essere calate sulla realtà
di Castellanza.
A cosa si riferisce in particolare?
Non è tanto la dimensione, ma la localizzazione, il tipo di urbanizzazione, la
continuità con Legnano e Busto Arsizio, il tipo di movimento. Basti pensare che
Castellanza è attraversata dall’autostrada, dalla statale Saronnese e dal
Sempione. Sono tutte cose che rendono Castellanza più vicino come realtà di vita
a Busto Arsizio e Legnano rispetto alla Valle Olona.
Cosa l’ha portata allora a correggere
questa visione?
Al proprio interno Castellanza ha due anime: un tessuto urbano più simile alla
città, ma dall’altra parte mantiene una forte affezione alle tradizioni tipiche
del paese. Si trattava allora di capire quale fosse il giusto compromesso con lo
sforzo di appartenenza a una realtà del Medio Olona, che in alcune sue
manifestazioni non vedo idonea alla realtà di Castellanza.
Immagino
stia parlando del
Palio della Valle Olona…
Esatto, mi riferisco soprattutto al Palio. A suo tempo, non sono stato io tra
quelli a sparare sul Palio; probabilmente qualcuno l’ha sfruttato per una resa
dei conti personale, ma non è questo che mi interessa. Io mi sono preoccupato di
sapere dal Capitano e dagli organizzatori se c’era la forza e la volontà di
portare avanti questa attività e non l’ho trovata. Dovendo comunque lavorare in
un’Amministrazione non compatta al riguardo, ho dovuto trovare una mediazione e
sono arrivato alla conclusione che al momento il Palio non fa per noi, Tra
l’altro, a livello personale non nascondo perplessità sulla effettiva continuità
della manifestazione e non ci vedo intorno tutto questo entusiasmo.
Guardando al presente, come vede il
rapporto con i paesi della Valle Olona?
Lo vedo incentrato su altre attività. Una delle più importanti è sicuramente
portare avanti il
Protocollo Terre del Seprio-Medio Olona, che mi
sembra un percorso importante. Oltre a questo, vedo altre attività a livello
amministrativo, come per esempio consolidare l’attività già avviata nel sociale.
A questo proposito, non dimentichiamo i risultati raggiunti con il Progetto
Mosaico,capace di ottenere finanziamenti per alcune centinaia di migliaia di
euro.
In che cosa consiste?
Comporta una serie di attività rivolte ai giovani, non necessariamente a coloro
bisognosi di supporto, ma più in generale e in modo sovracomuneale. Inoltre, in
questo siamo capofila, a riprova che non dimentichiamo di far parte della Valle
Olona.
Altri esempi di vantaggi derivanti da un
approccio condiviso?
Una gestione politico-amministrativa delle problematiche del territorio. Per
esempio, il fatto che la Valle Olona si presenti compatta per le decisioni Accam
è importante. Nel Consiglio di Accam c’è Consigliere il Sindaco di Gorla Minore
Giuseppe Migliarino. È un paese senza quote di appartenenza, ma è stata scelto
dai Sindaci della Valle Olona quale rappresentanza, così da intervenire in
maniera operativa su una problematica importante. Lo stesso vale per ATO e per
tutte le realtà amministrativo-politiche della provincia di Varese.
Sull’altro
fronte invece, come si concretizza la collaborazione con le grandi città
confinanti?
Con il comune di Busto Arsizio, a livello culturale ci poniamo in
compartecipazione per appuntamenti importanti con il Festival del jazz. Per noi
è essenziale anche il raccordo con la provincia di Milano; per esempio, il piano
di governo del territorio di Castellanza non può fare a meno della presenza di
Legnano. Con una compenetrazione così spinta è evidente che Castellanza di fatto
è una cerniera tra la provincia di Milano e Varese. Ha un’area di meno di 7 kmq
con quasi 15mila residenti, senza contare università e cliniche e bisogna
gestire queste due anime. Il forte attaccamento alla Valle Olona esiste, ma
dall’altra parte dobbiamo tenere conto di una popolazione in prevalenza con
radici al di fuori.
Come vi regolate nella scelta delle
proposte alle quali collaborare?
Se andiamo a guardare l’offerta culturale di Castellanza rispetto a quella degli
altri Comuni della Valle Olona, emerge per forza di cose una netta disparità e
quindi non sempre abbiamo bisogno di agganciarci a certe iniziative. D’altra
parte, Castellanza apre volentieri a tante proposte dei Comuni della Valle, come
per esempio il recente Festival Organistico. Non dobbiamo inoltre dimenticare
un’appartenenza molto forte ai campanili.
Cosa comporta questo?
Quando si organizza qualcosa, si riesce ad avere la benedizione di tutti i
Comuni solo se è localizzata in ciascuno, altrimenti la risposta è quella che è.
Più in generale, con i Comuni della Valle si riescono a fare tante cose dal
punto di vista amministrativo, ma quando si vanno a fare cose con interesse più
legato al territorio, allora Castellanza si trova in una posizione marginale,
come d’altra parte effettivamente è.
Ha mai considerato l’ipotesi di aderire al
Parco del Medio Olona?
Castellanza è nel Parco Alto Milanese e dal punto di vista strettamente
normativo l’appartenenza a due PLIS mi risulta non sia possibile, anche se
qualcuno lo fa. Comunque, il vero problema è un altro: territorialmente
parlando, per me il Medio Olona non c’è. Voglio dire, la zona del Medio Olona a
Castellanza finisce nella centrale Enel. Di fatto, non esiste alcuna attinenza
tra la città e il PLIS, a parte il fatto che la pista ciclabile inizia qui.
Abbiamo deciso allora di dedicare tutta l’attenzione al consorzio Alto Milanese.
dove possiamo partecipare anche con persone e risorse in un parco che rientra
meglio nel nostro territorio.
Intorno alla fine dell’anno, dovrebbero
finalmente vedere la conclusione i lavori per l’interramento della Ferrovia.
Siete arrivati a una decisione per quanto riguarda l’area attualmente occupata
dai binari e dalla stazione?
L’attuale edificio della stazione, potrebbe diventare la sede della Pro loco, o
più in generale di un’associazione di Pro loco dell’intera Valle Olona, in modo
da diventare un’area sulla quale proporre una sorta di sede per marketing
territoriale per chi arriva da Milano. Sulla porta della Valle Olona si può
realizzare una serie di situazioni informative e pubblicitarie finalizzate a
promuovere il percorso ciclabile, la connessione con le varie realtà
architettoniche di Torba, Castelseprio, fino ad arrivare a Castiglione Olona.
È possibile prevedere una stima dei tempi
di realizzazione?
Se a fine anno inizia il tanto atteso servizio, almeno per quanto riguarda il
passaggio dei treni in sotterranea, subito dopo si può partire. Per il momento
però, si tratta ancora di una riflessione. Io metto a disposizione l’edificio,
ma sarebbe bello che ci fosse la volontà di tutte le Amministrazioni a collocare
in un unico luogo tutto quello che c’è da vedere sui singoli territori. Se
pensiamo alla gente che gira intorno alla Liuc, al Cesil, all’Humanitas, e alla
Multimedica, avrebbe un punto che diventa la porta della Valle Olona e trova
diverse possibilità di svago una volta esauriti gli impegni di lavoro. Pensando
poi di coinvolgere anche la Provincia di Varese, magari direttamente con Varese
Turismo, avremmo un punto di raccolta per tutte le attività. Un punto centrale e
all’imbocco della Valle Olona e questa credo sia una forma importante di
collaborazione che possiamo offrire.
Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz
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