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Solbiate Olona
Tra questi, prima di tutto, la mancanza di una smentita da parte della Giunta uscente. Alla quale si sommano alcune considerazioni legate al progetto dell'Autostrada Pedemontana. A una settimana di distanza da quando da queste pagine è stato sollevato il problema, le reazioni sono state immediate. Prima di tutto la sezione locale del PD rivendica la paternità delle prime conclusioni al termine di indagini condotte in proprio. Ma, soprattutto, la voce importante di chi la questione Pedemontana l'ha seguita sin dalle origini del progetto attuale e si sente di poter offrire un quadro completo della situazione e una valutazione concreta delle voci correlate. Dopo due mandati come Sindaco di Solbiate Olona, dal 1994 al 2004, ora Antonello Colombo fa parte dell'opposizione e ci tiene a fornire il quadro della situazione sulla base della propria esperienza. "Concordo sul fatto di rimanere vigili ma ritengo assai improbabile la realizzazione in quell'area di un termovalorizzatore. Vorrei sgombrare il campo anche sullo svincolo; quest'opera fu chiesta nel corso del mio ultimo mandato (2003/2004) in accordo con i comuni di Fagnano Olona e Cassano Magnago, proprio per non aver solo oneri e disagi dalla Pedemontana ma anche qualche beneficio. Non condivido la valutazione fatta da ipotetici tecnici sulla sua inutilità. Illustro i veri motivi di quella scelta: 1) Togliere tutto il traffico pesante diretto alle aree industriali del tradatese, di Gorla Maggiore, Gorla Minore, Marnate, Mozzate e Cislago dalla via 4 Novembre con un divieto di transito in quanto tutti i mezzi pesanti, possono essere dirottati in Pedemontana facilitando la percorrenza e l'attraversamento della valle. 2) Facilitare l'ingresso nell'autostrada A8, specialmente per chi deve recarsi a Varese senza dover rischiare la vita usando l'attuale svincolo. 3) Collegare le aree industriali dei tre comuni (pensiamo ai corrieri che da Solbiate Olona devono andare a Cassano Magnago) e a dimezzare la percorrenza tra i due paesi. 4) Dare una via d'accesso al futuro Villaggio Monterosa che, visto la progressiva importanza NATO acquisita dalla nostra caserma, sarà realizzato nei prossimi anni con decine di abitazioni, scuole e attività commerciali al servizio del personale (come già succede in quasi tutte le caserme NATO) Accorciare le percorrenze e impedendo ai mezzi l'attraversamento dei nostri centri non vuol solo dire riduzione di pericolo e rumore ma anche diminuzione di polveri sottili nell'aria. Mi dolgo di una sola cosa: nel Marzo 2004 con delibera di Consiglio, avevamo chiesto che il collegamento (peduncolo) fosse realizzato sulla vicinale già esistente, di fianco alla recinzione della caserma, per non privarci di quel poco di verde che ci è rimasto e per dieci anni ho difeso a denti stretti. C'era anche un'altra richiesta in delibera: lo spostamento verso il confine con Fagnano Olona del percorso per evitare di passare sotto a troppe abitazioni. Purtroppo queste ultime due richieste, al contrario di quelle precedenti che avevamo ottenuto non senza lottare con ogni mezzo, tra cui l'intero interramento, non sono state inserite nella progettazione definitiva. Non posso dire se per leggerezza di chi mi è succeduto o se per motivi seri e giustificati. Per esempio, lo spostamento del collegamento (peduncolo) mi è stato detto che era stato bocciato proprio dalla Caserma perchè non lo voleva sul proprio confine. Comunque, proprio in funzione degli interessi diretti che un interlocutore potente come la NATO ha in quell'area ritengo assai improbabile la costruzione di un termovalorizzatore. Ricordo che le autorità militari ci crearono problemi anche nella trasformazione della vecchia porcilaia in azienda florovivaistica; riuscirono a muovere persino la Regione quando mi arrivò la richiesta per poter realizzare un impianto che, tramite pirolisi del legno, produceva energia elettrica, dove aveva chiuso la fonderia Olonia, anche se non era neanche iniziato il percorso amministrativo (abbiamo sempre cercato di essere guardinghi e documentati) per il rilascio dell'autorizzazione. Spero che questi ulteriori dati permettano di avere un quadro più dettagliato della situazione in essere, con la speranza che le future Amministrazioni spendano tutte le energie possibili per salvaguardare l'ultimo bosco che ci è rimasto".
Giuseppe Goglio
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