Valle Olona in libertà, giorno 5: crolla il picco del buon senso

Dopo un inizio rassicurante, superata la metà della prima settimana di libertà, anche la Valle Olona sembra diventata impaziente di mostrare il peggio di sé in fatto di buon senso.

Basta infatti una breve uscita, a piedi, di corsa o in bicicletta per capire come siano bastati pochi giorni per passare dal timore dove va bene tutto pur di respirare all’aria aperta, all’immancabile necessità di mostrarsi superiori a tutto e a tutti.

A cominciare dalle amate/odiate mascherine. Piaccia o no, le raccomandazioni di usarle sono ormai chiare e ripetute a più riprese. Considerato come nella peggiore delle ipotesi possano rivelarsi solo parzialmente utili alla causa, indossarle sempre e comunque è come minimio segnale di buona educazione e considerazione di chi si incrocia per strada.

Invece, la regola è ormai la sempre deleteria insofferenza italica. Se non allacciare una cintura di sicurezza in automobile o portare un casco allacciato sul collo può far male solo all’incosciente di turno, poggiare la mascherina ovunque tranne che su naso è bocca è un affronto al prossimo.

Per i relativi risultati non basterà aspettare molto. Una decina di giorni circa, quando rimpianti e la tradizionale trafila di accuse contro vigili, sindaci e presidenti di vaio livello istituzionale, dovranno in realtà essere indirizzati allo specchio dei pochi irresponsabili.

In ogni situazione, difficile pensare alla buona fede. Chi esce di casa senza protezione lo fa consapevolmente. Se uno ha intenzione di correre, sa che deve farlo da quando mette piede fuori di casa fino a quando rientra.

Troppi runner con poco ossigeno al cervello

Se non lo fa, il problema è lui. E a poco vale la scusa di Pista ciclabile e sentieri chiusi. Almeno, in teoria, visto che anche in questo caso chi sceglie di pensare solo a sé stesso non manca, e non sono seppure pochi. Con buona pace di chi da mesi dimostra buon senso.

Anzi, la ricerca disperata di strade alternative, conseguente alla poco illuminata decisione della Provincia, dovrebbe indurre ad adottare comunque un minimo di protezione fino a quando non si esce dal paese.

Uscire con un cane ora non è più un privilegio. Se per sentirsi comunque superiori, ora si stente il bisogno di farlo a volto scoperto, probabilmente il ruolo del guinzaglio va invertito.

In bicicletta come in volata di gruppo

Tornare a pedalare nel clima primaverile è certamente bellissimo. Sembra però doverso ricordare, non si corre nessun rischio a farlo da soli.

Meglio ancora, con l’accortezza di usare una bandana da alzare negli attraversamenti più stretti dei paesi. Al limite, si può sempre immaginare di essere in fuga durante una gara e non voler a tutti i costi arrivare al traguardo. A casa. Sani e salvi, come tutti quelli incrociati sul percorso.

In arrivo un conto ben più salato

Se si portano in giro dei bambini, potrà anche non essere necessario munirli di mascherina. Il genitore però, è molto più soggetto a prendersi e portarsi a casa un bel virus. E comunque, non è diverso da chiunque altro giri per strada.

Come confermato da alcuni Amministratori decisamente preoccupati, la situazione è molto più realistica di quanto si possa immaginare. Al punto da iniziare seriamente a pensare di godersi ancora quella decina di giorni prima di vedersi presentare, a tutti nessuno escluso, un conto che rischia di essere ancora più salato di quello appena saldato.

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