Il Lazzaretto vola alto nei cuori, ma non abbastanza

Il traguardo raggiunto nel censimento del FAI premia l’impegno dei volontari. La Valle Olona però, può dare molto di più

Non si può dire sia andata male al Lazzaretto di Marnate nel confronto per I luoghi del cuore, promosso anche lo scorso anno dal FAI. I 5.136 voti raccolti valgono la posizione 83 a livello nazionale e soprattutto la numero dieci in Lombardia.

Tuttavia, inutile nascondere come ptesse decisamente andare meglio. Molto meglio, se solo per una volta la Valle Olona avesse provato a mostrare compattezza e voglia di metterci la faccia. Per intenderci, la cifra raggiunta non raggiunge neppure la popolazione locale.

Peggio ancora, al momento di tradurre in atti concreti le parole gettate senza pensarci troppo su Facebook o circostanze simili, in pochi sono disposti a impegnarsi oltre lo spazio di un commento. Guardando solo al bacino più numeroso, i 20mila iscritti al gruppo Amici dell’Olona, l’esito non può fare  ameno di rivelarsi deludente.

In assoluto, il traguardo resta comunque importante. In zona, non si ricorda un risultato simile. Per quanto fine a sé stesso, troppo lontano infatti dai primi per puntare a ottenere aiuto per il recupero del Lazzaretto, premia comunque i volontari che non hanno esitato nel metterci il massimo impegno.

Male che vada, aiuterà a tenere alta l’attenzione su uno dei tanti pezzi di storia locale bisognosi di attenzione e soprattutto di interventi. Solo a pochi passi infatti, la storia insegna come superficialità istituzionale e burocrazia combinate a indifferenza siano riuscite a mandare in malora un tesoro altrettanto prezioso quale il Mulino.

Nel complesso, I Luoghi del cuore 2018 ha raccolto 2.227.847 voti, suddivisi su oltre 37mila segnalazioni, distribuite tra 6.412 Comuni. Nel 2003, in occasione della prima edizione dell’iniziativa, i voti raccolti erano appena 24.200.

A distanza di sedici anni e con oltre il 9.100 % di voti in più, il FAI può quondi considerare l’iniziativa un successo, quasi una sorta di rito collettivo in grado di convogliare le speranze, l’impegno e la voglia di riscatto di tanti cittadini e comunità intorno a piccole e grandi bellezze d’Italia da salvare perché in pericolo o fortemente compromesse. In questo, si rispecchia esattamente lo spirito del movimento cresciuto all’ombra del Lazzaretto.

Per la cronaca, al primo posto della classifica 2018, con il record assoluto di 114.670 voti, il Monte Pisano situato nel territorio dei Comuni di Calci e Vicopisano (PI), colpito il 24 settembre scorso da un disastroso incendio, probabilmente doloso. Al secondo posto con 83.138 voti il Fiume Oreto a Palermo, corso d’acqua a carattere torrentizio la cui sorgente si trova nella Conca d’Oro. Per parte della sua lunghezza, si estende su un sito di interesse comunitario di grande valore naturalistico. Un fiume particolarmente inquinato per la presenza di numerosi scarichi fognari abusivi e utilizzato come discarica a cielo aperto.

Completa il podio con 75.740 voti l’Antico Stabilimento termale a Porretta Terme (BO) situato nell’Appennino, alle pendici del Monte della Croce, lungo il greto del Rio Maggiore, in abbandono da vent’anni.

Subito dietro, il primo luogo lombardo. Il Santuario Madonna della Cornabusa, Sant’Omobono Terme (BG), ha raccolto 47.936 preferenze.

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