Pedemontana e Regione ancora unite dal pedaggio, sicuro ma ridotto

Accantonata l’idea tangenziali gratis, è arrivato il momento di pensare seriamente al futuro

L’unica ragione per cui la sparata elettorale di rimuovere il pedaggio dalle tangenziali di Varese e Como di Pedemontana potesse risultare minimamente credibile, è proprio che era troppo grossa per avere il coraggio di farla.

Eppure, è andata proprio così. A meno che Roberto Maroni, l’autore della dichiarazione, in realtà per qualche ragione volesse mettere in difficoltà il proprio successore Attilio Fontana una volta incassato il consenso popolare, il finale della vicenda era facile da immaginare.

Di fatto, l’unica alternativa praticabile sarebbe stato l’acquisto da parte di Regione Lombardia delle due tratte. Anche se questo avrebbe potenzialmente sbloccato il proseguimento dell’arteria principale risolvendo una situazione sempre più intricata, l’entità della somma è tale per cui si può considerare possibile solo con un intervento Statale. Con un Governo decisamente ostile a ogni tipo di infrastruttura come Pedemontana, a prescindere dall’utilità, la conclusione è inevitabile.

In regione però, e dalle parti di Pedemontana stessa, il discorso resta aperto. Soprattutto, alla ricerca di una via di uscita da un tunnel sempre più oscuro. L’ultima idea, ha una buone dose di realismo. Per ottenere le cifre necessarie a completare l’opera, servono più entrate dai pedaggi. Con le tariffe attuali e la pessima immagine mediatica cresciuta intorno a esse, c’è ben poco da sperare. Quindi, varrebbe la pena di provare un taglio, aumentando i passaggi in misura sufficiente a colmare la differenza e andare oltre.

“Come immaginavo, la gratuità delle tangenziali di Varese e Como, sembra non essere economicamente sostenibile – dichiara Angelo Palumbo, presidente della commissione territorio e infrastrutture di Regione Lombardia -. Proponiamo quindi ai vertici di Pedemontana di effettuare degli studi per simulare l’impatto economico di una rimodulazione del pedaggio della tratta già esistente”.

Aspetto importante, grazie aun’audizione, la questione è entrata ufficialmente nei rapporti istituzionali, accettando di dover diminuire i costi per i cittadini che quotidianamente percorrono le tratte interessate, senza però dimenticare i bilanci. “Una rimodulazione delle tariffe, comporterebbe in automatico un aumento del numero di utenti – conferma Palumbo -. In quest’ottica sarebbe salvaguardata la sostenibilità economica del progetto e ne trarrebbero beneficio anche molti cittadini e imprese”.

Ancora meglio, finalmente anche il gestore sembra accettare l’idea. “Esprimo soddisfazione per le dichiarazioni dei vertici di Pedemontana – prosegue Palumbo – Ci hanno assicurato di effettuare a breve tali studi. Non appena saranno disponibili, valuteremo la strada migliore da percorrere”.

Il tempo delle dichiarazioni di circostanza potrebbe quindi essere finalmente verso la fine. Se chi non ha ragione di usare Pedemontana non vede giustamente motivo di riaprire i cantieri, aziende e artigiani continuano a reclamare una via di collegamento che non li obblighi a passare buona parte della giornata per strada.

“È fondamentale ribadire il pieno sostegno alla conclusione del progetto Pedemontana fino a Bergamo, così da collegare definitivamente e in maniera diretta il nord ovest e il nord est della Lombardia – conclude Palumbo -. Cittadini e imprese attendono ormai tutto ciò già da troppo tempo. Come ha sottolineato anche l’Assessore Claudia Terzi, Regione Lombardia crede nel progetto ed è determinata nel fare tutto il possibile per un esito positivo dei lavori”.

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