Ancora un Big Jump, aspettando il salto di qualità dell’Olona

Si rinnova l’appuntamento di Legambiente per invocare il ritorno alla balneabilità

Il solo fatto che il manipolo di coraggiosi protagonisti del Big Jump trovi ancora il coraggio di continuare a buttarsi nell’Olona (anche se parzialmente), è da prendere come segnale di ottimismo per il futuro del fiume.

L’iniziativa di Legambiente è infatti arrivata alla quindicesima edizione. Un appuntamento ormai tradizionale ai Mulini di Gurone per i vertici della sezione locale e un nutrito numero di volontari. Al loro fianco, anche i giovani provenienti da tutto il mondo per il campo di volontariato in corso a Bizzarone.

Inserita nel contesto della campagna europea di European Rivers Network in favore della balneabilità di tutti i corsi d’acqua, sull’Olona l’iniziativa si inserisce a perfezione nel sentimento di rivalsa attualmente in crescita sulla scia del lavoro degli Amici dell’Olona.

“L’Olona rientra nel complesso bacino Lambro-Seveso-Olona, fa parte dei copri idrici più compromessi della regione – denuncia Valentina Minazzi, presidente Legambiente Varese -. Mentre in passato la situazione di criticità era dettata da attività industriali, attualmente risulta sempre più evidente il carico inquinante residuo di origine civile”.

Mentre infatti la quota attribuibile agli scarichi illegali è oramai sostanzialmente irrilevante, molto significativa è invece  la pressione derivante dalle acque trattate dai depuratori. “Risulta quindi necessaria e urgente una revisione delle autorizzazioni allo scarico per stabilire i limiti in funzione della capacità del recettore – aggiunge Minazzi –. Soprattutto, un lavoro sistematico di adeguamento dei depuratori di tutto il bacino. Troppi impianti, circa un terzo di quelli del bacino, presentano gravi non conformità negli scarichi rilasciati”.

Secondo la Direttiva Europea sulle Acque 2000/60, entro il 2015 tutti i corsi d’acqua avrebbero dovuto raggiungere lo stato ecologico buono. In Lombardia meno di un terzo dei corpi idrici raggiungerà il livello di qualità prescritto dalla UE, tanto che la Regione ha dovuto chiedere una proroga. Secondo i dati presentati nel Piano di Tutela ed Uso delle Acque da Regione Lombardia, solo il 27% dei fiumi, il 53% dei laghi e il 17% dei corpi idrici sotterranei raggiungono attualmente l’obiettivo richiesto dalla Direttiva. Tutti gli altri sono rimandati al 2021 o al 2027.

 

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