Lungo le sponde dell’Olona, ventimila urla nel silenzio lunghe due anni

L’euforia per l’importante traguardo non distrae ali Amici dell’Olona dalla propria missione

Fedele al proprio stile di lasciare spazio prima ai fatti e solo dopo alle parole, Franco Brumana si è fatto da parte anche in occasione de ventimila iscritti agli Amici dell’Olona. Uno dei traguardi più importanti di quella che può essere definita una propria creatura e alla quale devono essere grati oggi tutti coloro desiderosi di vedere restituita all’Olona la dignità di fiume. Ora però, in un lungo messaggio tutto da leggere, è il momento di un punto della situazione e una riflessione su una situazione ostinatamente ancorata alla politica dell’indifferenza e del logorio, contro la quale non si è ancora stanchi di combattere.

Gli Amici dell’Olona sono sempre più numerosi e il 2 Maggio hanno superato i 20.000. Il gruppo di facebook era stato aperto due anni prima, esattamente il 2 Maggio 2016 ed aveva avuto un immediato riscontro positivo perché in 6 giorni aveva ricevuto oltre 1.000 iscrizioni.

Questi risultati non erano neppure immaginabili perché il gruppo è limitato agli utenti di facebook, che costituiscono una piccola percentuale della popolazione, e perché ha un riferimento territoriale molto ristretto.

La straordinaria partecipazione può avere una sola spiegazione e cioè l’effettiva rappresentanza dei sentimenti diffusi e un particolare dell’intolleranza generalizzata verso l’osceno inquinamento del fiume e verso il disinteresse dei politici, mal mascherato da manifestazioni di buone intenzioni. Le istituzioni ed i pubblici amministratori ne prendono finalmente atto e provvedano di conseguenza.

A seguito delle costanti pressioni degli Amici dell’Olona, dopo anni di costante inerzia sono stati conseguiti alcuni importanti, ma insufficienti, risultati. E’ stata recuperata in via stragiudiziale una gran parte dei finanziamenti per fare cessare l’inquinamento provocato dai depuratori, che erano stati illegalmente sottratti da chi li aveva riscossi con le bollette pagate dai cittadini tra il 2002 e il 2012.

A tutt’oggi però non risultano depositati, ma solamente preannunciati i ricorsi per i decreti ingiuntivi diretti al recupero coattivo del maltolto, non ancora restituito da alcuni irriducibili debitori.La distrazione di questi finanziamenti e la inspiegabile lentezza nel loro recupero, dovuta a condizionamenti politici, costituiscono una delle cause del mancato avvio della sistemazione dei depuratori.

E’ stato inoltre esperita la gara per l’assegnazione della progettazione delle opere del depuratore di Varese-Provaccio dopo un complicato e lunghissimo confronto tra il gestore del servizio idrico Alfa e Società per la tutela ambientale del bacino dell’Olona, proprietaria dell’impianto. Infine è stata predisposta da tempo una convenzione tra queste due società per la progettazione dell’adeguamento del depuratore di Olgiate Olona, che però non risulta ancora sottoscritta.

Questi fatti, apparentemente scontati hanno costituito un significativo rivolgimento della politica varesina, che per la prima volta ha iniziato a prendere in considerazione l’Olona. Se però i successivi interventi subiranno le lentezze esasperanti manifestate sino ad ora le terribili sanzioni europee riguardanti l’inidoneità dei depuratori saranno sempre più prossime.

Da fine luglio dello scorso anno si sono susseguiti altri segnali incoraggianti. La Commissione Ambiente della Regione ha convocato una riunione apposita per sentire le ragioni degli Amici dell’Olona ed esaminare la loro richiesta di commissariamento; a settembre è stata ritirata una delibera del consiglio provinciale che prevedeva una proroga di un anno nella messa a disposizione degli accantonamenti sottratti; vi sono state prese di posizione di importanti esponenti politici ed istituzionali che rivelavano una presa di coscienza dei problemi del fiume e tutti i candidati alla Presidenza della Regione hanno risposto ad un questionario degli Amici dell’Olona in modo più che soddisfacente. Questa fase positiva si è prolungata sino a febbraio e ha indotto a immaginare che iniziasse una “primavera dell’Olona”.

Dopo le elezioni però tutto questo interessamento sembra  svanito e questa “primavera” è stata oggetto di pesanti reazioni da parte delle camarille locali, disturbate dal fatto che dovessero essere restituiti i finanziamenti distratti e interessate a ritardare i lavori dei depuratori in modo da precostituire le condizioni per avere un ruolo negli appalti e da fare in modo che venisse privilegiata, non la depurazione ma l’acquisizione delle reti locali con la distribuzione delle maggiori somme possibili. Le aperture di alcuni politici più illuminati a una nuova stagione del fiume sono risultate timide, fragili e insufficienti soprattutto in merito alla necessità di non perdere tempo.

L’agenda della politica idrica è gestita di fatto dai potentati locali. La duplicità dei centri decisionali costituiti da Alfa, designato gestore unico del servizio idrico, e dalla Società per la tutela del bacino dell’Olona Spa, proprietaria degli impianti e i contrasti di interesse tra questi soggetti hanno avuto un ruolo determinante nei ritardi accumulati.

Essendo previsto  un gestore unico del servizio idrico non ha più senso di esistere la  Società per la tutela del bacino dell’Olona, che oltretutto non gestisce direttamente gli impianti che sono affidati a Prealpi Servizi. E’ quindi doveroso procedere alla fusione ed alla incorporazione di questa società in Alfa srl , visto che hanno entrambe un capitale pubblico partecipato dai Comuni e dalla Provincia. Dovrebbe trattarsi di un’operazione semplice e poco costosa, ma ancora una volta gli interessi particolari si sono messi di traverso e si sta pensando addirittura all’acquisto da parte di Alfa Srl degli impianti con l’esborso di somme molto ingenti. In questo modo verrebbero preservati i posti nel consiglio di amministrazione della società proprietaria degli impianti e si accumulerebbe, a spese dei cittadini un interessante tesoretto da gestire.

In conclusione, dopo più di quattro anni dall’approvazione del piano stralcio che prevedeva le opere già finanziate dei depuratori non è stata nemmeno avviata una delle progettazioni previste e i depuratori persistono a inquinare l’Olona.

La Regione ha assistito al penoso spettacolo del fallimento della depurazione, senza assumere provvedimenti e senza sinora esigere un cronoprogramma attendibile, in mancanza o in violazione del quale dovrebbe esercitare i suoi poteri sostitutivi e nominare un commissario. Si è limitata a organizzare una “cabina di regia” con funzioni di coordinamento, che però non è stata in grado di ottenere risultati significativi.

La Regione ha anche previsto di intervenire con il Contratto di fiume che però riguarda opere e attività in massima parte diverse dal disinquinamento. In questo contratto di fiume ha considerato la verifica degli scarichi diretti e degli sfioratori, ma incredibilmente ha previsto un termine per svolgere questo importante compito di quattro anni e non di pochi mesi.

Degli sfioratori hanno origine le frequenti tracimazioni dei reflui fognari che finiscono nel fiume anche in periodi di bel tempo perché non vengono ripulite le condotte e si formano dei tappi che innalzano il livello del liquame delle fognature fino a farlo sfiorare. Questa è la principale ragione della presenza di schiume nell’Olona, come ha accertato l’ARPA.

Non si può infine trascurare che gli scarichi diretti nel fiume sono di fatto non controllati efficacemente e consentono facili abusi. Le condizioni del fiume permangono scandalose, eppure il risanamento dell’Olona in tempi brevi non sarebbe solo possibile, ma sarebbe anche facile se vi fosse una seria volontà politica di attuarlo.

I ventimila Amici dell’Olona pertanto non chiedono, ma, forti della loro rappresentatività popolare, esigono che:

  • partano immediatamente le progettazioni dei lavori di adeguamento dei depuratori
  • si richiedano subito decreti ingiuntivi per il recupero dei finanziamenti sottratti
  • venga elaborato un cronoprogramma per le opere dei depuratori, che garantisca l’ultimazione in tempi brevi e tali da evitare il giudizio alla Corte di Giustizia Europea per l’applicazione delle sanzioni comunitarie
  • si porga fine alla società proprietaria dei depuratori con la procedura più rapida possibile
  • la Regione prenda in seria considerazione l’opzione del commissariamento della Provincia di Varese per l’esecuzione dei lavori dei depuratori
  • si verifichino con assoluta urgenza tutti gli sfioratori e gli scarichi diretti nel fiume
  • si imponga la manutenzione e la pulizia periodica degli sfioratori con la registrazione degli interventi effettuati
  • si dotino gli sfioratori di sistemi di telecontrollo che diano l’allarme in caso di innalzamento dei reflui fognari e consentano un rapido intervento prima che i liquami traciminino nel fiume
  • si istituisca un capillare servizio di “Polizia fluviale” per accertare le responsabilità delle immissioni inquinanti e per prevenire le compromissioni dell’Olona, dotando l’ARPA di adeguate risorse e di personale in misura sufficiente, organizzando la collaborazione con le forze dell’ordine (in primo luogo con i Carabinieri Forestali) e con i cittadini e attivando campagne di informazione e corsi di preparazione degli operatori.

I ritardi, le negligenze, le omissioni e le giustificazioni, non potranno essere in alcun modo accettabili e coloro che gestiscono la politica idrica con la cautela di non disturbare gli equilibri dei potentati locali o la tranquillità dei politici e di burocrati si rendano conto che il risanamento del fiume deve essere considerato un’emergenza da affrontare con urgenza.

Tutto dipende dalla loro volontà e pertanto se non lo faranno, i ventimila Amici dell’Olona non esiteranno ad additarli come i principali responsabili del vergognoso inquinamento del fiume.

 

 

Pubblicato il: 7 maggio 2018

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