Buona volontà e poche centinaia di euro, e chi abbandona rifiuti è all’angolo

Per chi ha il coraggio di affrontare la sfida, può bastare anche una piccola telecamera wireless mobile

Sono ancora fresche le immagini delle grandi cataste di rifiuti raccolte nei boschi da gruppi di ammirevoli volontari durante le varie Giornate del verde pulito organizzate nelle scorse domeniche. Iniziative tanto ammirevoli quanto purtroppo poco più di un palliativo contro un fenomeno brutto, crescente, preoccupante e troppo poco preso in considerazione da parte delle Amministrazioni, se non in occasioni del genere e troppo spesso solo per questioni di immagine.

Se con l’arrivo della primavera entra di fatto in azione il rimedio preferito da tanti Sindaci, l’occultamente visivo spontaneo dei rifiuti grazie alla vegetazione, facile prevedere come l’arrivo del prossimo inverno riporterà alla luce tutto lo squallore dello scenario.

Nonostante quanto si senta spesso dire, anche da chi ha almeno il coraggio di affrontare la questione mettendoci la faccia, per quanto non certo gratuite e semplici, le soluzioni non mancano. Il problema maggiore però, resta proprio la superficialità istituzionale. Senza un’incessante opera di sensibilizzazione, un minimo di vigilanza del territorio dedicata, la situazione è destinata solo a peggiorare.

Per rendersene facilmente conto, non serve neppure aspettare di incontrare gli innumerevoli sacchetti lanciati a bordo strada appena fuori dai centri abitati o addentrarsi nei campi alla ricerca di veri e propri carichi abbandonati. È sufficiente guardarsi intorno per terra in prossimità dei semafori e scorgere centinaia di mozziconi (messi insieme, molto più nocivi dei pur tanto deplorevoli scarichi nell’Olona), accompagnati da carte e piccoli rifiuti di ogni tipo, in una sorta di gara a dimostrare la propria imbecillità.

Proprio a proposito di mozziconi, basti per esempio ricordare come esista una apposita legge al riguardo, con relative multe. Basterebbe applicarla. Discorso analogo, per la difesa dei boschi e dei campi, oltre che della dignità del territorio e dei suoi abitanti intelligenti. Organizzazioni come per esempio le GEV sono già in grado di poter agire. Anzi, probabilmente molti di loro non vedono l’ora di rendersi utili anche in questo senso. Basta trovare il coraggio istituzionale di metterli in condizione di svolgere il propri compito.

Volendo, si può andare ancora oltre, e neppure senza tanto sforzo, in tutti i sensi. La soluzione migliore resta infatti la videosorveglianza. E nonostante sorvegliare un intero territorio sia oggettivamente insensato  prima ancora di impossibile, con un minimo di buona volontà la soluzione si trova.

Per esempio, riflettendo pochi minuti sul problema si potrebbe arrivare a ipotizzare una telecamera wireless dotata di memoria e batteria per renderla indipendente da qualsiasi cavo e poterla così piazzare e spostare liberamente nei luoghi più a rischio abbandono di rifiuti e spostarla spesso per sfruttare l’effetto sorpresa.

Altrettanti pochi minuti di ricerca su Internet, e l’idea prende forma. E non è detto sia l’unica in commercio. Una telecamera del genere infatti esiste. È piccola, riprende anche di notte, si connette via 4G come un normale telefono e quindi può essere controllata in qualsiasi momento, può essere dotata di piccolo pannello solare per aumentare ancora di più l’autonomia. Soprattutto, nella versione più completa, la spesa è di 280 euro, più una decina di abbonamento dati.

Per chiunque volesse dimostrare attaccamento al territorio e schierarsi dalla parte dei civili, un’arma in più e una scusa in meno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.