Vista dall’Olona, la mossa Gorrasi è un’entrata a gamba tesa contro il fiume

Perplessità, quasi rabbia, da parte degli Amici dell’Olona per una nomina giudicata inopportuna

Per quanto la spinta inarrestabile prodotta dall’ondata di piena degli Amici dell’Olona stia  cambiando l’aria intorno al fiume dove per decenni in troppi hanno speculato o più semplicemente sviato i propri doveri, certe abitudini sono dure a morire. A dimostrazione di quanto sia ancora lunga la partita, il caso Busto Arsizio. Tra i Comuni maggiormente colpiti dalla brutta vicenda dei mancati versamenti a chi di competenza delle addizionali sulle bollette dell’acqua destinate alla depurazione, in realtà l’Amministrazione lascia l’impressione di non essersi mai rassegnata a dover regolarizzare la situazione. Tra accuse incrociate, richieste reciproche e presunte compensazioni insufficienti per la gestione della rete idrica, ancora oggi la questione è aperta.

Proprio per questo, l’ultima decisione a livello amministrativo ha tutto il sapore di un’entrata a gamba tesa sulle ambizioni degli Amici dell’Olona e di tutti coloro intenzionati a ridare dignità al fiume. Una sorta di colpo di coda della politica intenzionata a non mollare la presa. Almeno così la pensa il portavoce del Comitato Franco Brumana.

La ragione, la nomina di Carmine Gorrasi, consigliere comunale per Forza Italia a rappresentante di ATO, chi di fatto si occupa di coordinare il lavoro dei Comuni della provincia (quasi tutti hanno aderito) nella gestione delle risorse idriche. In pratica, il ramo organizzativo affiancato da Alfa alla quale è invece assegnata la gestione vera e propria dei servizi. A sollevare le perplessità di Brumana, proprio il ruolo ricoperto negli ultimi mesi contro Alfa.

Senza ulteriori giri di parole, a illustrare al meglio lo stato d’animo di chi da anni combatte dalla parte dell’Olona e di chi ha il solo torto di chiedere un fiume pulito, il commento riportato per esteso.

Gorrasi si è distinto da ultimo per interventi molto grevi a difesa di AGESP e di Busto contro l’Ato di Varese. Sulla Prealpina aveva addirittura sostenuto come “è nella normalità delle cose che si fissi un percorso di rientro a step” per la restituzione ad Ato dei soldi sottratti da Agesp alla depurazione.

È stato inoltre protagonista in prima fila della guerra di Busto contro Ato per ottenere la determinazione di un compenso per la cessione della rete idrica ad Alfa superiore a quello che poi è stato determinato con un recente accordo. In quell’occasione aveva dichiarato che il presidente di Ato era incompetente aggiungendo: “Non capisce nulla,  è il caso si dimetta” . Invece, è stato poi accertato come a fronte di oltre 17 milioni di euro pretesi da Busto ne fossero dovuti solo 12 milioni.

È evidente come ragioni di compatibilità politica avrebbero imposto di non nominare Gorrasi.  La sua scelta ha il chiaro significato della restaurazione da parte dei reazionari contro le aperture manifestate da Ato e a favore della prevalenza degli interessi locali nei confronti del risanamento del nostro fiume e delle acque del Varesotto. Speriamo di esserci sbagliati e invece Gorrasi si pronunci subito per il recupero giudiziale dei fondi sottratti illecitamente da AGESP.

Ci auguriamo inoltre che come suo primo gesto chieda scusa al presidente di Ato, un galantuomo che non meritava di essere offeso, oltre che ai cittadini, vittime anche per colpa sua dei ritardi nel risanamento del fiume.

Pubblicato il: 24 aprile 2018

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