Comunque la si guardi, per Onorio Rosati salvare l’Olona alla fine conviene

Con il candidato di Liberi e Uguali, si completa la serie di risposte sui programmi per risanare il fiume

Si completa con Onorio Rosati, Candidato di Liberi e Uguali alla presidenza di Regione Lombardia del prossimo 4 marzo, quella sorta di tavola rotonda virtuale proposta dagli Amici dell’Olona a tutti e quattro gli aspiranti al dopo Maroni.

Risposte ben circostanziate e pertinenti, aspetto non scontato per chi non abita nel territorio. Segnale comunque di un ottimo risultato già raggiunto dagli Amici dell’Olona, quello di indurre il futuro Presidente a considerare il fiume una priorità, molto di più di una questione locale. E, se chi ci ha pensato, o avrebbe dovuto pensarci, fino a oggi non ha ottenuto risultati, la situazione deve essere presa in mano a un livello superiore. Meglio ancora, chiedendo il conto a chi non ha effettuato per intero il proprio dovere.

Queste le risposte di Onorio Rosati.

È  intollerabile che in una Regione che si reputa all’avanguardia in Europa non siano nemmeno state ovviate le opere di adeguamento dei depuratori del bacino dell’Olona. I ritardi nell’adozione del Piano Stralcio e la sua mancata attuazione negli ultimi quattro anni, non possono trovare alcuna seria giustificazione. A questo punto la Provincia di Varese e fa Regione devono affrontare questa vera e propria emergenza come una priorità. Devono inoltre essere avviate senza alcun indugio tutte le possibili azioni giudiziarie per recuperare i finanziamenti dei Piano Stralcio che alcuni gestori locali hanno riscosso dai cittadini insieme alle bollette dell’acqua, senza metterli a disposizione.

La procedura sanzionatoria comunitaria riguardante il mancato adeguamento dei depuratori ha ormai raggiunto l’ultimo stato della fase stragiudiziale e si avvierà verso un procedimento giudiziale che, se perdurerà l’inadempimento alla direttiva europea, si concluderà con sanzioni enormi e molto superiori ai costi delle opere da effettuare. È quindi, inevitabile una seria verifica della capacità degli enti interessati di evitare queste nefaste conseguenze. In mancanza di un cronoprogramma realistico, che garantisca la tempestiva esecuzione delle opere, si dovrà in tempi brevi nominare un commissario dotato dei poteri necessari per portare a termine le opere.

Per tutelare l’Olona dagli scarichi inquinanti,  occorre riconsiderare il ruolo e le funzioni di ARPA,  accentuando le sue funzioni di polizia giudiziaria  e dotandola di compiti e di poteri tali da garantire indagini rapide ed efficaci. Naturalmente sarà doveroso dotare queste agenzie di risorse adeguate, sia in termini di personale che di disponibilità economiche.

Il malfunzionamento degli sfioratori è una delle cause più rilevanti dell’inquinamento dell’Olona, perché determina il deflusso dei reflui fognari direttamente nel fiume, anche in assenza di eventi meteorologici straordinari. E quindi evidente che deve essere conseguita al più presto una conoscenza dettagliata degli sfioratori. Altrettanto deve essere detto per giri scarichi diretti nei fiume. La schedatura e la verifica devono essere compiute con assoluta urgenza. Deve essere predisposto ed attuato un programma di manutenzione periodica degli sfioratori del bacino dell’Olona che preveda scadenze prestabilite, la registrazione degli interventi effettuati e la verifica di eventuali inadempienze.

La tracimazione dagli sfioratori dipende soprattutto dalla loro mancata manutenzione,  che genera intasamenti e le conseguenti elevazioni del livello dei liquami. Non si può fare a meno di un programma di revisione e di verifica periodica di tutti gli sfioratori.

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