Anche da più lontano, Giorgio Gori recepisce il dramma dell’Olona

Idee chiare sul da farsi, senza perdere tempo e senza concedere sconti a nessuno

Quasi si fossero messi d’accordo, a poche ore di distanza da Attilio Fontana, anche il rivale può quotato Giorgio Gori ha fatto pervenire agli Amici dell’Olona le risposte alle domande inviate qualche giorno fa a tutti i candidati alla presidenza di Regione Lombardia. Unico aspetto da sottolineare nel leggere le risposte, il rappresentante del Centrosinistra non ha potuto contare sull’esperienza diretta di chi nella zona dell’Olona ci è cresciuto.

Non ci sono dubbi che occorra avviare e portare a termine con urgenza ed in via prioritaria le opere previste dal Piano Stralcio, sia perché è intollerabile che in Lombardia persista l’inquinamento dell’Olona, sia perché incombono le procedure sanzionatorie comunitarie.

La questione del commissariamento deve essere presa in seria considerazione in tempi brevi, valutando se sussistano o meno le condizioni per ottemperare tempestivamente alle prescrizioni Comunitarie. Nella Provincia di Varese si sono verificate anomalie preoccupanti sia per i ritardi nella messa a disposizione degli accantonamenti stabiliti dal CIPE – che costituiscono i finanziamenti necessari per l’adeguamento dei depuratori previsto dal Piano Stralcio – sia per la frammentazione dei soggetti giuridici coinvolti nella depurazione. Si è determinata una carenza decisionale alla quale bisogna porre rimedio al più presto.

La soluzione del problema dell’inquinamento provocato dai depuratori non può essere sufficiente, perché occorre impedire gli abusi delle immissioni inquinanti che possono provenire dagli scarichi diretti del fiume e gli sversamenti dei reflui fognari dagli sfioratori a causa della mancanza di manutenzione. Quindi, per conseguire il risanamento del fiume è necessaria anche un’efficace attività di controllo e di indagine delle cause e delle responsabilità di questi eventi che compromettono la qualità delle acque dell’Olona. ARPA deve essere posta in grado di affrontare questo compito con un’adeguata dotazione di mezzi e di personale. Sarà opportuno anche riesaminare ed eventualmente ridefinire le competenze di questa agenzia regionale e verificare l’efficacia del suo operato.

E’ necessario disporre di una conoscenza aggiornata delle condizioni di tutti gli scarichi diretti e degli sfioratori. Occorre pertanto procedere ai dovuti accertamenti al più presto senza attendere i tempi della normale prassi amministrativa. Quanto previsto dal contratto di Fiume non può essere ritenuto sufficiente e si dovranno mettere a disposizione altre risorse.

E’ ovvio che deve essere assicurata la manutenzione periodica e controllata degli sfioratori per prevenire gli incidenti causati dal loro intasamento ed i conseguenti sversamenti diretti nel fiume dei reflui delle fognature. Si dovrà anche considerare la possibilità di dotare gli sfioratori di sistemi telematici di allarme che segnalino l’aumento eccessivo del livello della portata delle condotte fognarie in modo da consentire tempestivi interventi risolutivi.

 

 

 

 

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