A binari ancora caldi, gli sciacalli mediatici non perdono tempo

Le dichiarazioni tanto tempestive quanto inopportune di alcuni candidati alle regionali

Se sul piano pratico manca un legame diretto con la Valle Olona, a parte il fatto di trovarsi sulla stessa linea, l’incidente ferroviario di Pioltello ha comunque alcune ripercussioni da rimarcare anche per gli abitanti della zona. Più in generale, per tutti i lombardi chiamati alle urne tra poco più di un mese.

Nell’occasione infatti, si è visto quanto di peggio abbia da offrire lo sciacallaggio politico in certe occasioni. Dove il silenzio e il cordoglio per delle vittime e relative famiglie avrebbero dovuto avere la meglio almeno per un giorno, non è invece mancato chi non ha perso tempo nello sfruttare l’emotività del momento per cercare visibilità e scagliarsi contro il cattivo di turno. Una pratica nella quale in questa occasione si sono distinti in modo esemplare due movimenti, probabilmente non a caso, alle prime armi con  le sfide agli alti livelli.

Primo in ordine di tempo, Dario Violi candidati presidente del M5S Lombardia, il cui testo viene riportato in forma integrale, a debita distanza di tempo e solo per modo a chiunque di poter valutare di persona la situazione. Non certo, per sostenerne la tesi. “Sono senza parole. Non si può morire da pendolare. Il mio cordoglio va alle famiglie delle vittime dell’incidente ferroviario avvenuto stamattina alle porte di Milano. Indipendentemente dalle cause e responsabilità, che devono essere accertate al più presto, è inevitabile una riflessione urgente sullo stato di linee ferroviarie regionali  da Terzo Mondo alla luce di decenni di tagli, mancati investimenti in manutenzione e ammodernamento delle linee”.

Poche ore dopo, quasi un eco dall’ufficio stampa di Grande Nord, per conto di Giulio Arrighini, candidato del movimento federalista e liberale Grande Nord alla presidenza di Regione Lombardia. “Auspichiamo che le autorità preposte facciano presto luce sulla dinamica dell’incidente, ma le condizioni di degrado infrastrutturale e di carenza di manutenzione delle linee ferroviarie di competenza regionale sono tristemente sotto gli occhi di tutti e la responsabilità è da ascrivere ad una gestione dissennata delle risorse pubbliche da parte della Regione e dello Stato”.

Poteva già essere abbastanza, se non fosse che verso sera, dopo l’intervista di Bianca Berlinguer alla trasmissione di Rai 3 Carta Bianca, Violi ha pensato di rilanciare. “Le responsabilità di Rfi sono evidenti: nessuna attenzione ai pendolari, nessuna manutenzione, nessuna programmazione se non sull’alta velocità. I pendolari sono abbandonati in carrozze carri bestiame, gelate in inverno e forni d’estate. Gli esperti mettono a rischio tutti i giorni la vita dei cittadini. È ora di dire basta investimenti sulle grandi opere, abbiamo autostrade nuove costose e vuote e una linea ferroviarià che fa pietà”.

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