Per lavoro, per sport o per passione, Varese è sempre più sinonimo di turismo

I primi dati relativi al 2017 rivelano una crescita importante delle presenze, soprattutto stranieri

Le sensazioni positive emerse nel corso del 2017 trovano conferma ufficiale nei numeri, grazie ai quali la provincia di Varese si può considerare definitivamente una zona votata anche al turismo. Anche in attesa delle cifre definitive di fine anno, la Camera di Commercio  di Varese non può esimersi da una valutazione ampiamente positiva sui primi nove mesi del 2017. Secondo i dati elaborati dall’Ufficio Studi e Statistica, tra gennaio e settembre dello scorso anno gli arrivi hanno fatto segnare un +10,9%, mentre le presenze un +9,6%, rispetto allo stesso periodo del 2016.

Anche se il terzo trimestre, quello estivo, è andato molto bene, determinante si è rivelato l’incremento di arrivi e presenze tra aprile e giugno, incoronando così la primavera varesina come una stagione di sicuro interesse per i numeri in valore assoluto, sempre più simili a quelli del periodo più caldo dell’anno. In generale, giugno e maggio si contendono lo scettro di miglior mese del secondo trimestre dell’anno con un leggero vantaggio per giugno. Anche le cifre di settembre sono in rialzo. Il mese migliore è comunque luglio, seguito a breve distanza da agosto.

“La presenza di uno scalo intercontinentale quale Malpensa, con il forte incremento di passeggeri negli ultimi dodici mesi, di certo è un fattore positivo per il turismo varesino, generando pernottamenti – sottolinea il neopresidente della Camera di Commercio, Fabio Lunghi –. A questo, si sommano gli effetti del crescente apprezzamento che Varese riscontra a livello internazionale nell’ambito del turismo attivo, grazie a un territorio ideale per la pratica sportiva ai diversi livelli”.

La crescita è sostenuta soprattutto dagli stranieri, che rappresentano il 62,5% degli arrivi e il 60,6% delle presenze, con un incremento rispettivamente del 13,8% e del 10%. Inaspettatamente importante l’incremento di turisti dalla Corea del Sud, che nei primi nove mesi dello scorso anno hanno toccato quota 30mila arrivi (+131%) e 33mila presenze (+101%).  La Cina invece, si conferma ai primi posti per flussi turistici in provincia, con numeri quasi doppi come arrivi e presenze, ma a fronte di una popolazione di 1 miliardo e 400 milioni di persone. In entrambi i casi, tuttavia, con ogni probabilità si tratta di viaggiatori in transito e business, considerata la brevissima permanenza, tipica peraltro della modalità di fare turismo degli asiatici.

Per le altre nazionalità, al primo posto per numero di arrivi sul nostro territorio ci sono gli statunitensi, che da gennaio a settembre 2017 sono giunti in 72.190, seguiti dai tedeschi (70.430) e appunto i cinesi (52.719).

Pubblicato il 25 gennaio 2018

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