Sotto la regia di Busto Arsizio, la tragedia dell’Olona si trasforma in farsa

In Consiglio, dichiarazioni al limite del grottesco, tra superficialità, incoerenza e totale mancanza di percezione

Non hanno alcuna intenzione gli Amici dell’Olona di fare regali di Natale a chi negli ultimi anni è venuto meno al proprio dovere di Amministratore. Anzi, disponendo di somme riscosse solo a titolo di esattore, destinate alla depurazione dell’Olona e mai arrivate a destinazione. Una brutta vicenda, con in prima fila il Comune di Busto Arsizio, sia per l’ammontare della somma dovuta sia per la scarsa propensione nel rimediare ai misfatti.

Così, l’Avvocato Franco Brumana, coordinatore del Grupo, commenta i fatti più recenti.

Nel Consiglio Comunale di Busto Arsizio del 19 dicembre 2017 è stata presentata la delibera che detta gli indirizzi ad AGESP, la società di proprietà al 99,9% del Comune di Busto Arsizio, in merito al versamento di quanto ancora dovuto degli accantonamenti per le opere previste dal Piano Stralcio riguardanti la depurazione.

La delibera prevede la rateizzazione del debito di AGESP nei confronti di ATO (l’Ufficio d’Ambito Territoriale Ottimale della azienda speciale della Provincia di Varese) sino al 31 dicembre. Al tempo stesso, subordina il pagamento al preventivo incasso da Alfa della somma necessaria, quale presunto canone di affitto del ramo di azienda riguardante il servizio idrico e quale corrispettivo della vendita di questo ramo di azienda, operazione ancora da stipulare.

Il debito di AGESP è costituito dai proventi illeciti dell’appropriazione indebita degli accantonamenti per la depurazione versati dai cittadini con le bollette dal 2002 al 2012, che AGESP avrebbe dovuto solamente custodire. Secondo la delibera, questo debito ammonta a 3.578.570 euro, di cui euro 2.849.358 versati dai cittadini di Busto euro 599.931 euro dai cittadini di Olgiate Olona e 129.281 euro  dai cittadini di Marnate.

Il canone di affitto annuo, a detta di Gorrasi, consigliere delegato che ha riferito nel corso del Consiglio Comunale, ammonta a 900.000 euro. Il prezzo della cessione dell’azienda è stato accertato accertato in 6.377.719 euro da ATO, cui è stato assegnato l’incarico di procedere a questa determinazione, anche se non è interessato direttamente,  perché questa verrà pagato da Alfa. AGESP, pretende invece 15.550.000 euro e pertanto ha chiesto al TAR di annullare la liquidazione svolta da ATO.

Il Consiglio Comunale di Busto Arsizio ha affrontato questa intricata vicenda con estrema superficialità, come risulta dalla sintesi del dibattito, che provo a riassumere. Carmine Gorrasi (Forza Italia) ha illustrato la delibera intermini molto generici, indicando anche gli importi in questione in modo molto approssimativo e cioè in 3 milioni e 15 milioni. Maria Paola Reguzzoni (Lega) si solamente lanciata in una invettiva tanto appassiona quanto infondata contro la Provincia di Varese, ripetendo più volte come Busto Arsizio sarebbe stata “presa in giro”.  Lucia Berutti (PD) si è limitata solo a richiedere se vi è sicurezza che AGESP possa pagare il debito. Luigi Genoni (Cinque Stelle) ha chiesto se il debito di AGESP può essere compensato e se Alfa si sta attivando per garantire la qualità dell’acqua potabile. Valerio Mariani (PD), consigliere provinciale con delega all’ambiente e quindi il responsabile della politica idrica provinciale, è intervenuto in termini molto generici e ha riferito gravi ritardi della depurazione e delle possibili sanzioni europee. Gianluca Castiglioni (Lista Busto al Centro) ha solamente chiesto quale sarebbero gli scenari se ATO e AGESP non raggiungessero un accordo. Gorrasi infine ha risposto che il debito di AGESP verso ATO non è compensabile con il credito verso Alfa e in mancanza di accordo proseguirebbe la causa al TAR.

Il Consiglio quindi ha approvato la delibera con il voto unanime di tutti i 21 consiglieri presenti, compresi quelli dell’opposizione.  e compreso quello di Mariani , che così ha votato contro le differenti posizioni della Provincia e di Ato, che lui stesso avrebbe dovuto rappresentare, essendo delegato provinciale all’ambiente.

Noi comuni cittadini non possiamo sapere chi tra ATO e AGESP abbia ragione e chi vincerà la causa al TAR, ma sappiamo perfettamente (e non ci vuole molto a capirlo) che AGESP ha sottratto indebitamente somme importanti  che non le appartenevano e doveva solamente custodire per metterle subito a disposizione non appena fossero state richieste.

Ora, i consiglieri comunali di Busto Arsizio hanno quindi imposto ad AGESP di persistere in questo comportamento sinceramente illegittimo. La delibera esercita nei fatti la compensazione ,che Gorrasi ha giustamente dichiarato impossibile. Quindi se Alfa srl non pagherà 3.578.570 euro ad AGESP perché non ne disporrà o perché attenderà l’esito della causa al TAR, continueranno a mancare i finanziamenti previsti dal Piano Stralcio per assicurare una adeguata depurazione delle acque della Provincia di Varese ed evitare così le sanzioni europee.

Nell’ipotesi più ottimistica, anche se poco realistica, in cui si realizzino le condizioni previste dai consiglieri comunali, AGESP ritarderebbe comunque la restituzione del maltolto. E’ doveroso quindi che ATO agisca immediatamente in sede giudiziale per il recupero del suo credito, che nulla può avere a che vedere con il credito di AGESP verso ALFA, un soggetto distinto e autonomo.

Mariani dovrebbe inoltre valutare la compatibilità del proprio voto con l’ importante incarico provinciale di delegato all’ambiente e trarne le conseguenze. I Consiglieri Comunali di Busto Arsizio, senza distinzione fra le forze politiche di appartenenza, si rendano conto di avere espresso un voto unanime per consentire ad AGESP di trattenere il bottino di un’appropriazione indebita e di esseresi posti contro il risanamento ambientale del territorio della Provincia di Varese. In particolare,  dei suoi corsi d’acqua, assumendosi le conseguenti responsabilità etiche, politiche e legali.

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