Nel fronte in difesa del fiume, Legambiente si schiera al fianco degli Amici dell’Olona

Mentre si alzano i toni della polemica tra Busto Arsizio e il gestore del servizo, si allarga il dissenso

Nella propria battaglia senza compromessi in difesa del fiume, gli Amici dell’Olona trovano un importante appoggio. Dopo aver messo le troppe Amministrazion inadempienti di fronte al proprio dovere senza accettare scuse o sconti, ora il gruppo coordinato da Franco Brumana può contare su un nuovo importante alleato. Verrebbe da aggiungere, finalmente sceso ufficialmente in campo in una questione potenzialmente esplosiva per la troppo superificale politica del varesotto. Complice le prossime elezioni, sempre più vicina a una resa dei conti.

Nella schermaglia politica legata all’attivazione del gestore unico delle acque, Legambiente provinciale ha così deciso di intervenirenel dibattito, con l’obiettivo di portare un po’ di realismo in una polemica in cui a giudizio dell’Associazione escono tutti perdenti: i cittadini, l’ambiente e perfino gli stessi politici e Sindaci coinvolti.

“Il tempo per le iniziative politiche è ormai scaduto – dichiara Alberto Minazzi, coordinatore provinciale di Legambiente –.  Adesso è il momento di agire. E se a livello locale non si trova un accordo, che sia la Regione a mettere uno stop, commissariando tutti i ruoli istituzionali che stanno bloccando l’assegnazione della gestione unica delle acque, continuando quindi ad essere inadempienti”.

Il pensiero degli ambientalisti è anche per il portafoglio dei cittadini. “I soldi degli utenti, oggi di fatto sprecati in una gestione non efficiente – rilancia Minazzi -, dovrebbero essere investiti per migliorare gli impianti inadeguati, manutenere le reti ad alta dispersione, insomma per avviare una gestione in grado di portare benefici a fiumi e laghi, al momento in evidente difficoltà”.

Il riferimento è sempre al mancato versamento da parte di tanti Comuni, Busto Arsizio con l’intricata questione Agesp in prima fila, delle addizionali sulla bolletta dell’acqua, incassate a titolo di esattore dai cittadini, ma mai girate ai relativi gestori. Cifre non di proprietà, ma usate come tali, destinate invece alla depurazione dell’Olona.

Con il passare del tempo infine, il rischio è che oltre al danno, si arrivi alla beffa di una nuova procedura di infrazione europea. “Del resto, un paio di decenni abbondanti dovrebbero essere un tempo sufficiente per trovare una soluzione”, conclude amaro Minazzi.

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